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Nello stesso istante, evidentemente, ho confessato a Rabdomant quello che non avevo confessato nemmeno a me stesso:
"Tutto sommato, sono felice di non aver messo al mondo un figlio in questo troiaio..."
Rabdomant ha risposto soltanto:
"Strana concezione della felicità..."
Poi ha puntato il dito verso il centro della Senna e ha detto:
"La tre, Benjamin, stia attento a quello che fa!"
Ho rivolto lo sguardo alla terza canna da pesca. Di sicuro, qualcosa aveva abboccato. Il galleggiante sobbalzava. Qualcosa, sul fondo del fiume, si lasciava tentare.
"Cosa faccio?"
Rabdomant mi si è avvicinato e continuando a tenere d'occhio i suoi galleggianti mi ha detto:
"Non si faccia prendere dal panico. Aspetti che il pesce confermi prima di uncinarlo. Un bel tuffo del galleggiante e hop, un colpo secco del polso. Mi raccomando, niente gesti teatrali, romperebbe il filo. Adesso! Beeeeene".
In effetti, ho sentito che l'avevo preso all'amo. In fondo alla mia lenza c'era della vita furente.
"Non tiri. Rispetti il suo malumore, ma senza lasciarlo fare di testa sua. Lo accompagni, per così dire. Se quello vuole del filo, gli dia del filo, ma senza allentare. È la tecnica del pedinamento, insomma."
Il mulinello mulinava rabbiosamente.
"Alt! Non dia troppo filo. Lo costringa a barcamenarsi facendo gli addominali, che non vada a nascondersi dietro un relitto. Cooooooosì. Tenga sempre presente che lui è il muscolo e lei è il cervello. Quando lui sarà stanco, sarà contento di venire da lei, come un colpevole sollevato all'idea di farsi prendere. Quello è Lehmann e lei è Silistri..."
Dopo qualche tempo ho visto emergere la pinna dorsale di quel Lehmann acquatico. Pura bellezza! Una vela di sampan sotto il nostro cielo primaverile. Ha fatto un balzo... Affusolato dorato, obliquo e bello come un raggio di vita.
"Un lucioperca," ha detto Rabdomant. "Otto o dieci libbre. Complimenti. Cucinato al burro bianco e con un buon Chablis, non le dico altro... Lo tiri su, adesso. Dov'è la sua reticella? Dev'essere sempre a portata di mano, la reticella! Il pescatore ha il dovere dell'ottimismo, come lo sbirro!"
Ho tirato su piano e alla fine, estenuato dalla sua stessa resistenza, il pesce si è lasciato andare alla fatalità. È solo questa la ragione per cui si muore.
"Stia attento, quando lo tira fuori, ha una dentatura da luccio..."
Ma non ero in grado di tirarlo fuori.
"Dia qua."
Due secondi dopo il lucioperca aveva abbandonato il suo elemento naturale. Rabdomant l'ha staccato con un sorriso da buongustaio.
"Carino il ragazzo, eh?"
E l'ha ributtato in acqua.
Il lucioperca, che tra le sue dita era come morto, è esploso di vita a contatto della Senna.
"Solo per fargli sapere che Dio esiste," ha spiegato Rabdomant, "e che non bisogna abboccare al suo amo."
Ho indicato le lasche, i ghiozzi, i pagelli, tutti i bianchetti del nostro cesto, i due persici e il pesce gatto e ho domandato:
"Perché lui sì e loro no?"
"È proprio il genere di interrogativo che Dio non si pone."

DANIEL PENNAC, Signor Malaussène 



Postato alle 17:08 di sabato, 17 marzo 2007 da dalloway66

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