Coprimi grandemente
scioglimi
e in me resta.
E poi fammi restare
lenta chiusa
dentro la tua festa.
(Patrizia Cavalli, L’io singolare proprio mio)
Mi volto, lentamente, con la pacatezza che mi contraddistingue, per seguirti con lo sguardo fino al limite visibile dell’orizzonte, perché non posso più muovere neanche un passo senza percepirti in me, perché ogni mio pensiero conosce solo il perimetro che possa contenerti, perché non voglio camminare in nessun’altra strada che non sia la tua, né dissetarmi ad altra fonte. Io non voglio imparare più niente che non possa insegnarmi tu, né avere altra ragione da seguire, né vedere con uno sguardo che non sia il tuo e non so più che farmene del tempo se non lo occupo con te. E mentre assorbo, in un respiro dietro l’altro, ogni parola che tu dici, intanto continuo a sentire con gli altri sensi un caleidoscopio di emozioni, il tatto incontra la morbidezza, la vista percorre ogni tuo centimetro, il gusto riassapora le prelibatezze più esclusive, l’olfatto percepisce gli effluvi dell’armonia, come se tu potessi divenire illusionista e giungere dentro di me, in un’unica, ma molteplice forma.
Ogni mio movimento dimentica le leggi ataviche e si adegua al tuo incedere, alle movenze, ai gesti che traducono le parole e le completano, ne accompagnano il suono, contribuiscono alla modulazione delle stesse, le rendono visibili. Così mentre parli, si riempiono fogli immacolati, interi quaderni e album di fotografie pieni di ricordi e quadri luminosi, carichi di colori, perché ogni cosa che fai lascia una traccia profonda, un segno indelebile, una nota indispensabile, che si imprime su qualsiasi superficie.
A te voglio indirizzare ogni attenzione e se non posso giungere oltre le mie stesse parole, posso comunque squarciare qualsiasi schermo riflettente e aprire un varco che ci conduca oltre qualunque teoria, oltre qualsiasi idea, per divenire epicentro, punto di origine, fulcro della nostra esistenza, con la consapevolezza e l’ardore di averlo desiderato, di averlo scelto, di averlo voluto.
Questo ti voglio dire, tra le tante cose, che non dimentico niente, neanche un sospiro, nemmeno un’intonazione, io sono la memoria che contiene e che disegna, su queste pagine virtuali, tutti i giorni dell’amore, tutti gli attimi rubati al tempo, tutte le ore costruite con precisione e ogni giornata è destinata a chiudersi in quelle ore d’intimità che si dispiegano come una gioia inattesa e diffondono un tripudio sensuale ed esclusivo che si trascina fino al mattino e che non conosce il sonno, né il riposo.
A te devo fare riferimento e ricordare che nulla è mai scontato e che si deve inventare qualcosa da donare al proprio amore, giorno dopo giorno, perché l’amore va coltivato, ogni foglia deve essere pulita con cura e lucidata, ogni condivisione va appuntata su carta millimetrata, affinché non si perda una virgola, affinché nulla rimanga a metà strada, nei luoghi dell’indecisione, negli spazi dell’incertezza, affinché tutto sia sempre chiaro e definito. È questa la fortezza inattaccabile, l’universo che non dà udienza a nessun sedicente consigliere, il bosco fitto e impenetrabile della conoscenza.
E alla fine io non ti regalo altro che parole, belle, bene accoppiate certo, ma tu mi hai donato una coscienza che avevo dimenticato, che mi ero buttata alle spalle, per andare avanti cieca e ostile con me stessa e mi hai presa per mano per non farmi perdere nell’oscurità, per non farmi continuare ad inciampare e mi hai costretta a superare i miei limiti, non scavalcandoli o semplicemente aggirandoli, ma privandoli di importanza a tal punto da vederli diventare polvere.
E mi hai portata con te, e così, io che non ero più niente e mi trascinavo stancamente e credevo di non volere ormai più nulla, ho ritrovato la gioia che era ben nascosta dentro di me, ho riscoperto le parole grazie a te e il senso di tutta una vita.
Tu che non fai parte delle persone comuni e non conosci la banalità, né la vita limitata, tu che sai essere pietra millenaria e al tempo stesso soffice guanciale e sai dire tutto così bene creando un’atmosfera peculiare, tu stai colmando ogni mio vuoto con il tuo amore così speciale ed io, se adesso so cos’è la felicità, lo devo solo a te, mio grande amore.
Postato alle 19:47 di mercoledì, 21 maggio 2008 da dalloway66