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giovannaGiovanna di Aragona e Castiglia, nota come Giovanna la Pazza (1479-1555) fu la sfortunata vittima di un’epoca storica e degli interessi politici di familiari senza scrupoli. Giovanna era figlia di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona e visse in pieno l’esperienza della Santa Inquisizione, tanto caldeggiata dai genitori e da lei, anticonformista e tiepida nei confronti della religione, invece sempre avversata. A diciassette anni fu data in moglie a Filippo il Bello, del quale si innamorò sul serio al di là del matrimonio stabilito dalle dinastie.
In base alla storia ufficiale la follia di Giovanna si manifestò apertamente alla morte prematura del marito, tanto che, si diceva, non si volesse nemmeno separare dal suo corpo, convinta che fosse ancora vivo, e ancora prima della sua morte, pare avesse mostrato nei suoi confronti, una gelosia morbosa e incontrollabile.
In realtà le cose andarono in modo molto diverso.
Bergenroth e Hillebrand ristabilirono la verità storica. Innanzitutto, per la cattolicissima Isabella, il comportamento da eretica della figlia non poteva che derivare da una mente malata, pertanto stabilì che Ferdinando diventasse reggente della Castiglia, alla sua morte. Nel 1504, quando Isabella morì, Ferdinando regnò, ma con enorme disappunto di Filippo. Ne nacque un conflitto tra i due, “miracolosamente” risolto dall’improvvisa morte di Filippo. Da qui parte la leggenda della pazzia di Giovanna, messa in giro abilmente dal padre, il quale si affrettò a confinarla nel castello di Tordesillas prima che potesse rivendicare diritti al trono.
Alla morte di Ferdinando, la Spagna passò nelle mani del figlio di Giovanna, Carlo di Gand, il quale dopo una breve visita alla madre, che non vedeva da dieci anni, decise di lasciarla prigioniera, continuando la politica del nonno. Naturalmente non poté fare a meno di constatare che la madre non era affatto afflitta da una forma di follia, ma preferì soprassedere in favore della ragion di stato.
 
Durante la prigionia Giovanna subì perfino la tortura da parte dei suoi aguzzini, in particolare dal suo feroce carceriere Ferrer, che fu anche accusato dal viceré di Spagna, il cardinale Cisneros, di avere messo in pericolo la salute della regina. Ferrer era tuttavia convinto di essere nel giusto e dichiarò «di non avere mai dato la cuerda alla regina se non su ordine del re Ferdinando.»
 
La cuerda consisteva, secondo Bergenroth, nel sospendere la vittima per le braccia e nell’attaccarle ai piedi dei grossi pesi che finivano per disarticolare le membra.
(Karl Hillebrand, Un enigma della storia, 1986, Sellerio)
 
Dopo la prima visita di Carlo alla madre le notizie aumentano e diventano più precise. Egli le aveva infatti assegnato come governatore, il marchese di Denia, che doveva tenerlo costantemente informato. Oltre ad una corrispondenza ‘ufficiale’, che veniva letta davanti ai consiglieri privati del re, ne esisteva un’altra, privata, che il marchese scriveva personalmente, per evitare che chiunque altro, a parte il re, ne venisse a conoscenza.
 
È la follia della regina madre che si tenta così di nascondere a tutti […] Non era piuttosto il timore di rosario di giovvedere sollevare dei dubbi su questa follia, che poteva sembrare e in effetti sembrò a molte persone una semplice sovreccitazione nervosa aumentata dalla costrizione? La corrispondenza segreta trovata da Bergenroth risponde a queste domande.
Ciò che si chiamava pomposamente il palazzo di Tordesillas era un edificio rozzo che somigliava più a una dimora borghese che a un castello reale. […] la regina abitava una cameretta vicino alla grande sala completamente sprovvista di finestre e perfino di abbaini. La rischiarava solo una lampada accesa giorno e notte. Giovanna non doveva lasciare questa stanza per nessun motivo […] Poiché i passanti avrebbero potuto sentire il suo appello, si giudicava prudente confinarla nella sua stanza scura. Nelle rare occasioni in cui poté uscirne per qualche momento, era strettamente sorvegliata.
(Karl Hillebrand, Un enigma della storia, 1986, Sellerio)
 
Una delle cose che stavano più a cuore a Carlo e al marchese era la salute spirituale della regina ed il fervore religioso di cui era sprovvista bisognava procurarglielo con qualsiasi mezzo. Denia scrive così al re:
«Se vostra maestà ordina che sua altezza sia trattata con riguardo, vostra maestà… agisce come un buon figlio. Deve tuttavia essere convenuto che io, nella mia qualità di vassallo, debba fare ciò che è utile a sua altezza.» Ora egli gli aveva detto precedentemente ciò che credeva «utile a sua altezza» assicurando che «niente le farebbe tanto bene quanto la tortura» e che si «renderebbe servizio a Dio e a lei stessa applicandogliela».
(Karl Hillebrand, Un enigma della storia, 1986, Sellerio)
 
Nel 1520 fu liberata dai ribelli, dopo quindici anni di reclusione. Con la rivolta dei comuneros la regina ebbe dunque una chance di salvezza, ma non la sfruttò per non tradire il figlio e la nobiltà. La regina era molto amata dalla borghesia, che non credeva affatto alla sua follia e inoltre, conoscendone la tolleranza, era anche convinta che potesse divenire una possibile salvatrice dall’oppressione religiosa che dilagava in tutta la Spagna. Ma Giovanna non volle mettersi a capo dei ribelli. E proprio quella nobiltà alla quale era andata incontro, convinta che l’avrebbe spalleggiata, invece la tradì, per timore di perdere tutta la ricchezza che aveva accumulato a spese delle proprietà reali e perché la tolleranza della regina era pericolosa e poteva condurre addirittura ad una condivisione dei poteri con il popolo.
 
Una volta decisi a prendere partito per Carlo, i nobili furono obbligati a conformarsi ai suoi ordini, e i suoi ordini furono categorici. L’indomani Giovanna rientrò nella sua prigione per non lasciarla più. (Karl Hillebrand, Un enigma della storia, 1986, Sellerio)
 
granadaDopo centotre giorni di libertà, Giovanna andò incontro a una prigionia ancora più dura, dalla quale poté liberarla solo la morte. Tutti coloro che le stavano vicino furono allontanati, fu sottoposta a supplizi, lasciata totalmente sola, controllata a vista e tormentata dai monaci che volevano convertirla a tutti i costi, ormai convinta che mai più avrebbe riavuto la libertà e con il peso del tradimento perpetratole dal suo stesso figlio, a quel punto la sua ragione cedette davvero.
 
Si credette perseguitata da spiriti maligni; le sembrò di vedere un grande gatto nero lacerare le anime di Ferdinando, suo padre, e di Filippo, suo sposo; ebbe dei terrori improvvisi. Dopo queste allucinazioni venivano dei momenti di calma e lucidità in cui ragionava come nei primi vent’anni del suo sequestro. Intanto, se lo spirito resisteva ancora, il corpo era spezzato. Essa finì per non lasciare più il letto lurido dove prendeva il suo nutrimento; cadde infine in uno stato del tutto bestiale, e le ultime infermità non le furono risparmiate.
Il giorno della liberazione apparve il 12 aprile 1555, dopo quarantanove anni di prigionia e quando ebbe raggiunto l’età di sessantasei anni.
(Karl Hillebrand, Un enigma della storia, 1986, Sellerio)
 
Ci sono vite votate al sacrificio dal destino, ci sono storie che sembrano incredibili nella loro assurdità, ma che uomini, donne, bambini sono stati costretti a vivere sulla propria pelle e poi c’è sempre un’autorità che decide, che organizza, che teme per se stessa e che, nella sua piccolezza, non può che rinchiudere, opprimere, vessare, perché non c’è niente che spaventi più di un essere umano che crede nelle proprie idee e che ha la forza di sostenerle, malgrado tutto.
La prigionia di Giovanna durò 49 anni.



Postato alle 17:50 di giovedì, 17 aprile 2008 da dalloway66
permalink commenti (56)
Commenti
#1   17 Aprile 2008 - 18:01
 

Bellissimo post Mary commovente anche se sappiamo bene che è storia vera ma mi ha commossa...
è vero ci sono persone che si sacrificano molto nella loro vita come le madri è questo è un esempio ci si sacrifica per amore degli altri penso che a volte sia un bene fare sacrificio per qualcuno e tante volte si è ricompesati da tanto amore....chiaro che non sempre è così....
buona serata un bacio...
AnnA....
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#2   17 Aprile 2008 - 18:28
 
Mi ha sempre commossa questa storia, è veramente assurda, terribile, ingiusta...ma come dici tu c'è sempre chi pretende di prendere le vite degli altri nelle proprie mani con il tentativo di plasmarle! Che nervoso! Adorata come sempre trovi argomenti interessantissimi e ce li doni con la tua anima poetica...un bacio
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#3   17 Aprile 2008 - 18:40
 
Terribile questa tortura che "renderebbe un servizio a Dio..." e il tradimento dei nobili...
Bellissimo post, scricciola, mi ricorda i tuoi vecchi tempi!
Hai moderato i commenti?

Baci, baci,
Rosalba
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#4   17 Aprile 2008 - 20:08
 
E' davvero desolante pensare ad una vita passata in prigionia e ancor di più passarla con il cervello fino e ragionante. E' roba che ti manda in bestia e sragionare, cadendo nel banale sintomo di follia.
Credo che la grande forza di questa donna, era il coraggio delle proprie idee, al di là delle ragion di stato e degli interessi di classe, che sono sempre esistiti e continueranno ad esistere. Mietendo vittime sacrificali di ogni età, vedi la Benancourt di oggi.
Bellissimo post, Maria. Sei sempre la più colta ed interessante. Un grosso bacio
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#5   17 Aprile 2008 - 20:08
 
toccante resoconto di una triste cronaca storica...

una commistione tra pagina di storiografia e racconto empatico...

sempre unica!
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#6   17 Aprile 2008 - 21:51
 
Come sia cattivo l'animo umano, solo noi umani lo possiamo capire...
Bella dissertazione di una storica vicenda..
By
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#7   17 Aprile 2008 - 22:36
 
Anna, è una storia tristissima, soprattutto perché a volte i sacrifici che alcuni ci costringono a fare, sono del tutto inutili... Tant'è che Carlo, pochi mesi dopo la morte della madre, abdicò...
Un abbraccio e un bacio

LadyS, è una storia che mi ha sempre turbata... e non sono neanche stata tanto poetica proprio perché mi innervosisce la violenza gratuita e insensata...
molti baci
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#8   17 Aprile 2008 - 22:52
 
Non conoscevo questa storia...
Quante ingiustizie sono state perpetrate in nome della ragion di stato e la religione..

Buona notte Dalloway, baci.
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#9   18 Aprile 2008 - 08:06
 
...oddio!!! questa cuerda...povera donna, o madonna? nnoooooo...l'unica Madonna immacolata e santificata è Madonna Laura ahahahah...giusto, adoratissima creatura?...che secretum!!! che secretum eheheh...
...e che giornata ieri eeehhhhh...indimenticabile...eh già...cosa dice, cara?...mille baci 'dardeggianti' per lei...e oltre ovviamente...
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#10   18 Aprile 2008 - 08:25
 
Rosa, ho solo bloccato gli anonimi. La tortura è una cosa che mi ha sempre lasciato di stucco, come si poteva credere che con il dolore fisico insopportabile si potesse ottenere la verità? io confesserei qualsiasi cosa, pure di essere Peter Pan, piuttosto che farmi estirpare un'unghia...
baci

Carl, quarantanove anni rinchiusa, è inimmaginabile per me... e per giunta con quei monaci che dovevano inculcarle la fede a tutti i costi, gli aguzzini che le facevano mille angherie, la stanza senza finestre illuminata solo da una lampada... insomma c'era davvero da perdere la ragione molto prima...
Grazie e un bacio
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#11   18 Aprile 2008 - 08:32
 
Damiani, troppo buono... invece mi farebbe bene un po' di cuerda...
un abbraccio

Sira, la violenza è sempre gratuita ed evitabile, ma attrae e perciò la si veste di necessità...
baci

Quero, un numero incalcolabile... le ingiustizie perpetrate in nome della religione poi,le trovo ancora più insopportabili...
baci
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#12   18 Aprile 2008 - 08:41
 
Sile, sublime creatura... una giornata che non dimenticherò... un dono 'divino'... fermentato
alter ego di Francesco... ancora mi perdo nel secretum di madonna Laura... svolto a sinistra... perduta... per l'eternità...
le ombre... mi chiamano... il dardo nel fianco arde... vado... cioè vago... cioè sssvengo... l'attendo...
la bacio
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#13   18 Aprile 2008 - 09:14
 
Davvero una bella storia vera commovente... Giulia
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#14   18 Aprile 2008 - 10:49
 

Grazie a te per donarmi la tua amicizia e postare cose sempre utili e meravigliose un abbraccio affettuoso....baci..
AnnA
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#15   18 Aprile 2008 - 11:14
 
bellissimo post, bisogna sempre ricordare e ristabilire la "verità" o comunque qualcosa che si avvicini
Neppure una regina poteva scampare alla tortura come la più infima delle contadine essere donna bastava.
k
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#16   18 Aprile 2008 - 13:09
 
Questa storia d'altri tempi, apparentemente, è molto vicina a noi. Cari saluti.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SaR

#17   18 Aprile 2008 - 14:25
 
è particolarmente toccante proprio perchè è vero.
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#18   18 Aprile 2008 - 15:39
 
Che brividi..proprio la settimana scorsa ho visto il film L'Ultimo inquisitore..è incredibile cosa possa fare un uomo mosso da un'idea alta e fanatica al tempo stesso.
Bel post.
Baci
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#19   18 Aprile 2008 - 15:56
 
Ciao cara ti lascio solo un saluto impastato di lacrime.
Ieri ho pianto. Per la strada. Una mamma stringeva la mano del figlio e lui si lamentava per la presa stretta, poi ad un certo punto cominciò a ribellarsi e lei stringeva sempre piu' forte. Lui cominciò a piangere. Ancora ora mi scendono le lacrime.
Quel dolore, il dolore forte, acuto, che esce dal copro per sovrastarlo lo conosco bene...
e sono gli esseri umani che lo procurano, che lo hanno procurato.
Un abbraccio.
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#20   18 Aprile 2008 - 21:59
 

buona serata stella un bacio dolce..
AnnA
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#21   18 Aprile 2008 - 22:22
 
Magnifica spiegazione storica. Tremendo il destino di quella donna. Così andavano le questioni per ragion di stato o assurde violenze della chiesa. Quarantanove anni cercando di lavare il cervello ad una persona è impossibile immaginarlo.La follia scatterebbe per un frammento decimale di tanto orrore. Non so se definirla "eroina" o "vittima" di carnefici disumani.Bravissima. E quando mai è il contrario? Buon fine settimana Maria. Un baciocino:-)
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#22   19 Aprile 2008 - 00:34
 
Vabbè, pazienza...
non mi ci metto neanche
a uscire da simil coro
(perchè tanto sempre di
cori si tratta, qualunque
sia l'argomento)
quanta intellighentia
sprecata :'(

verba volant
scripta volant
facta manent

qualsiasi cosa, da
una cellula umana
a un commentatore
di blog, migra, si
aggrega, si disgrega
e poi riaggrega
all'infinito
solo la materia ha
in se la verità ultima
lo spirito in-materiale




sì ok, è un commento ermetico,
lo ammetto, prometto che
non commento + (sì, lo so
che lo dico ma poi non lo
faccio, si vede che anche io
soffro del difetto per cui
errare umanum est...)
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#23   19 Aprile 2008 - 08:16
 
Giulia, una storia molto triste dall'epilogo tragico...
baci

Anna, troppo buona con me.
un bacione
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#24   19 Aprile 2008 - 08:25
 
Cris, lei diceva: "Io sono una delle due o tre regine sovrane del mondo; ma il solo fatto che sono figlia di re e di regina sarebbe dovuto bastare perché non fossi maltrattata". Invece... in più appunto era una donna...
baci

SaR, purtroppo le violenze, le persecuzioni, le sopraffazioni sono all'ordine del giorno... non c'è bisogno di scavare nella storia...
un abbraccio
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#25   19 Aprile 2008 - 08:42
 
Carly, sì infatti... è una storia terribile...
baci

Acry, sì l'ho visto anch'io quel film... il fanatismo è una delle cose più lontane da qualsiasi verità...
baci
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#26   19 Aprile 2008 - 08:46
 
Rigi, ci sono avvenimenti della vita che purtroppo siamo costretti a subire , la speranza è di riuscire poi a non farci condizionare il resto dell'esistenza proprio da quegli episodi... ma ogni storia è un caso a sé...
un bacio

Anna, tanti baci.
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#27   19 Aprile 2008 - 09:48
 
Eppure rimase regina di Castilla fino alla morte: e questo dice tutto.
Chi sarà Giovanna la Pazza oggi?

Rino, indagando nel presente.
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#28   19 Aprile 2008 - 10:32
 

baci
AnnA
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#29   19 Aprile 2008 - 11:18
 
Jul, quando per ottenere le cose si usano violenza e prevaricazione, in realtà non si può ottenere un bel niente... ma a quanto pare l'uomo non può prescindere da tali attività. In questo mi pare sia cambiato ben poco dagli albori della storia dell'umanità...
Grazie, un forte abbraccio.

B-right, qui si parla di un avvenimento storico, tra l'altro molto conosciuto, e non di un post intimista sul quale discutere, dunque il tuo commento mi pare decisamente fuori luogo (e per niente ermetico). Uscire fuori dal coro è un'attività che mi piace parecchio, ma bisogna farlo con cognizione di causa, perciò quando lo si fa, basta esprimere la propria opinione in modo chiaro, non è necessario offendere senza dire nulla. Scripta volant? forse nel tuo caso... lasciamoli migrare...
un saluto
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#30   19 Aprile 2008 - 11:21
 
Rino, questo dice che nel suo caso era solo una parola priva di significato...
baci

Anna, un bacione a te.
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#31   19 Aprile 2008 - 13:59
 
Splendida questa ricostruzione!
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#32   19 Aprile 2008 - 15:29
 
Appunto, è ciò che ho voluto dire. Cari saluti.
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#33   19 Aprile 2008 - 16:42
 
Figura tragice e sublime. C'è un'incantevole poesia di Federico Garcìa Lorca a lei dedicata, "Elegia a Donna Giovanna la Pazza", che rende benissimo lo spirito di questo personaggio storico. Buon fine settimana.
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#34   19 Aprile 2008 - 18:01
 
Bellissimo resoconto storico di una pazzia di Stato ai danni di una donna, che voleva ribellarsi al fanatismo religioso.
E' una storia vecchia di cinque secoli, ma ancora attuale, perché cambiano i metodi, ma i risultati sono gli stessi.
E' ammirevole osservare che Giovanna abbia superato 49 anni di prigionia dura e spietata senza venire meno ai propri principi etici.
Sei veramente eclettica nello scrivere i tuoi post.
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#35   20 Aprile 2008 - 11:52
 
Bellissima storia...


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#36   20 Aprile 2008 - 12:20
 

Serena domenica dolce Mary...
un bacio..
AnnA
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#37   20 Aprile 2008 - 13:59
 
Ale, grazie, un bacio.

SaR, un abbraccio.

Nimiel, è molto triste in effetti:
"Principessa innamorata e mal corrisposta.
Garofano rosso in una valle profonda e desolata.
La tomba che ti ricopre trapela la tua tristezza
attraverso gli aperti occhi del marmo."
un bacio
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#38   20 Aprile 2008 - 14:05
 
Bear, certe battaglie alla fine non servono a niente... e la sua lealtà verso il figlio o la nobiltà, abbiamo visto come è stata ripagata... in politica un po' di diplomazia (e ipocrisia) a volte diventano indispensabili, proprio per portare avanti le proprie idee, specie se anticonformiste...
un abbraccio

Yllo, già...
un abbraccio

Anna, un bacio.
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#39   20 Aprile 2008 - 21:57
 
Ricambio. Ciao.
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#40   21 Aprile 2008 - 11:49
 

buon inizio settimana....
un abbraccio affettuoso...
bacio..
AnnA
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#41   21 Aprile 2008 - 17:03
 
Maria, tu sai che sull'Inquisizione Sciascia scrisse molto e chiarì molto, così come del resto Voltaire nel suo Dizionario alla voce Inquisizione. Mi pare, dunque, che tu ti collochi molto bene sulla loro scia, descrivendoci un'atmosfera, un'epoca e gli aspetti reconditi dell'animo umano. Complimenti e apprezzamenti per la tua scrittura sempre scorrevole e densa di fatti, proprio come nelle indagini sciasciane. Un bacio e un abbraccio.
Ubaldo
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#42   21 Aprile 2008 - 21:27
 
Mi verebbe da dire: questo è quello che succede quando le donne si immischiano in politica. eheheheh, solo per stuzzicarti, chiedo perdono, sai bene che mi diverto, come tu con me del resto ;-)
Comunque, certe "scelte politiche" obbligate sono inconcepibili se giudicate con la mentalità d'oggi. A me non fanno orrore, piuttosto ci rifletto sforzandomi di trovare i motivi che le hanno dettate. La ragion di stato non guarda in faccia a nessuno, nemmeno ad amici e familiari. Tante altre storie poco conosciute meriterebbero di essere citate :-)
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#43   22 Aprile 2008 - 12:10
 
Lascio un bacio in punta di piedi :)
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#44   22 Aprile 2008 - 16:42
 
La ragion di Stato è da sempre un pretesto e un'intolleranza per epurare e per emarginare, se non per eliminare. Le donne, poi, hanno sempre pagato di più al potere degli uomini.
Frate Amelio
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#45   22 Aprile 2008 - 17:28
 
Buon pomeriggio dolce amica un abbraccio...
AnnA
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#46   22 Aprile 2008 - 17:28
 
SaR, un abbraccio

Anna, baci.

Ubaldo, grazie per la tua gentilezza. Di Sciascia ho letto praticamente tutto, il paragone mi lusinga...
un abbraccio
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#47   22 Aprile 2008 - 17:34
 
Ram, non è che la poveretta si volesse infilare, è che il destino l'ha fatta nascere figlia di re e regina...
Francamente non capisco la tua posizione... anche se per un'ipotetica ragion di stato fosse risultato conveniente per tutti che non regnasse lei e perciò si fosse deciso di rinchiuderla, perché costringerla a una conversione che non sentiva? perché torturarla? tenerla in una stanzetta senza finestre? impedirle di vedere la figlia? ecc. ecc.
Non bastava privarla del potere e della libertà?
un abbraccio
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#48   22 Aprile 2008 - 17:38
 
LadyS, due baci a te.

Frate, condivido in pieno, la ragion di stato è un bel paravento... molto comodo... in realtà dietro c'è sempre la brama di potere, in questo caso di un padre e di un figlio...
un abbraccio

Anna, un bacione.
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#49   22 Aprile 2008 - 17:39
 
c’è sempre un’autorità che decide, che organizza, che teme per se stessa e che, nella sua piccolezza, non può che rinchiudere, opprimere, vessare, perché non c’è niente che spaventi più di un essere umano che crede nelle proprie idee e che ha la forza di sostenerle, malgrado tutto.

meravigliosa conclusione

un saluto
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#50   22 Aprile 2008 - 20:29
 
Yzma, grazie, ma è una triste verità...
baci
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#51   22 Aprile 2008 - 21:16
 
Cari saluti ed abbracci. Ciao.
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#52   22 Aprile 2008 - 22:10
 
Appunto non ha deciso lei, ma ci si è ritrovata. Le era morto un fratello maggiore che si chiamava come lei, se non sbaglio. Vado a mente, spero di non toppare.
Tu stessa l'hai detto nel post. La madre la credeva matta proprio perché non credeva. Per la mentalità di allora era più che ragionevole aspettarsi certe soluzioni, no?!? Soprattutto dai Re Cattolici ;-)
Bacio bacio
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#53   23 Aprile 2008 - 16:34
 
SaR, baci

Ram, non so nulla di un fratello omonimo, so solo che alla morte di Isabella , la regina legittima della Castiglia era Giovanna, anche se in realtà governò il padre. Il fatto che uno non sia un fanatico religioso non dà diritto a nessuno di impossessarsi della sua vita, senza contare che gli inquisitori erano dei veri criminali... da quale pulpito...
baci
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#54   24 Aprile 2008 - 10:41
 
Oh beh questo e' uno dei miei argomenti preferiti...ma lo sai che Filippo il bello e' uno degli avi di Sete Gibernau?

Chi è sete GibernaU?

beh...eccotelo.



...non si direbbe ...eh?^

:)

Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SiN4Psi

#55   24 Aprile 2008 - 10:44
 
Sono andato a crontrollare, per amore di completezza:

Giovanni di Trastamara o Giovanni d'Aragona e Castiglia (Siviglia, 30 giugno 1478 – Salamanca, 4 ottobre 1497), Principe delle Asturie, [ossia principe ereditario de