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«È certamente vero che il tempo non coincide con la storia; ma la coscienza del tempo, sì. Il tempo si fa storia quando sul continuum temporale interviene il discretum umano, quando cioè la continuità indistinta del primo, viene frazionata e scandita in ritmi umani.»
(Buttitta-Miceli, Percorsi simbolici)
 
Spesso non ci riflettiamo, eppure il tempo scandisce le nostre giornate, le inserisce, come piccoli tasselli di mosaico, in un quadro sempre più grande, i minuti compongono le ore, le ore i giorni, i giorni le settimane, le settimane i mesi, i mesi gli anni, in un continuo crescendo. Ma l’altro aspetto che salta subito agli occhi è anche la sua circolarità, ogni minuto finisce e ricomincia e così le ore, i giorni, i mesi, gli anni.
 
Esiste dunque un tempo oggettivo, standardizzato, uguale per tutti, quello dell’orologio, quello del calendario. Un tempo che ci colloca esattamente entro uno spazio temporale circoscritto. Uno storico che si basa sul tempo cronologico, racconterà la storia come una successione di eventi, tuttavia, all’interno di questo tempo, ne esiste sempre un altro, quello che non obbedisce a una scansione precisa, quello delle variabili, quello che sfugge all’uniformità. Grazie a questo tipo di tempo lo storico può allora narrare i fatti facendoli rivivere, interpretandoli e determinandoli.
 
Il mito invece, in quanto racconto che nasce dall’esigenza dell’uomo di spiegare ciò che gli era incomprensibile, si colloca in una specie di non-tempo, quello che Eliade ha definito l’eterno presente, dove passato e presente si fondono.
 
Oggi, che poniamo uno sguardo sempre più superficiale su tutto ciò che ci circonda, collocare l’uomo all’interno della natura è molto più complicato, innanzitutto viviamo una perdita dei valori, uno svuotamento interiore e un morboso attaccamento a ciò che è effimero, tutte cose che ci impediscono una visione più ampia e poi, al tempo ciclico, proprio della Natura opponiamo un tempo rettilineo, tutto in discesa, senza possibilità di ritorno, tipico dei nostri ritmi cittadini.
 
Uno dei miti legati al ciclo vegetativo è quello di Demetra, dea del grano e Persefone, sua figlia. Il mito racconta che Persefone, mentre passeggiava con le sue ancelle, fu rapita dal dio degli Inferi. La madre, disperata, chiese aiuto a Zeus per riavere la figlia, ma ottenne solo il compromesso di tenerla per sei mesi sulla terra e per gli altri sei nel mondo dell’oltretomba. I sei mesi nell’Ade corrispondono a quelli durante i quali la natura sembra morire, mentre il ritorno di Persefone sulla terra coincide con l’inizio della primavera e dunque con il rifiorire della natura. In tal modo si spiegavano le fasi naturali dei cicli stagionali.
 
In Grecia si organizzavano delle cerimonie di iniziazione, destinate a gruppi di prescelti e tra le più conosciute rientrano i misteri di Eleusi, dedicati appunto a Demetra e Persefone. Tali misteri si diffusero anche nell’occidente romanizzato e la Sicilia, in particolare fu una delle sedi principali di tale culto.
Diodoro Siculo, ad esempio, narra della festa celebrata a Siracusa in rievocazione della discesa di Persefone nell’Ade. Durante tale festa si facevano dei sacrifici incruenti, sia pubblici che privati ed era inoltre previsto l’utilizzo di un linguaggio osceno, con lo scopo di provocare il riso in Demetra, afflitta per la perdita della figlia, il riso liberatorio avrebbe favorito il rifiorire della vita. Durante le thesmophorie siracusane si realizzavano anche dei dolci a base di miele e sesamo, che riproducevano le parti intime femminili e che venivano offerti alle dee, come simboli di maternità. Si trattava di cerimonie destinate unicamente alle donne. Demetra era detta anche thesmophoros (legislatrice) perché, oltre all’arte agricola, aveva anche elaborato le prime leggi sociali.
 
Nella ripetitività del rituale il tempo si ferma, si fissa, ma chi di noi non ha una serie di piccoli riti quotidiani? Di gesti che hanno una sequenza specifica e dai quali non si può prescindere?
Forse proprio in questo scandire fasi e azioni, risiede il nostro anelito all’eternità.



Postato alle 17:30 di lunedì, 31 marzo 2008 da dalloway66
permalink commenti (47)
Commenti
#1   31 Marzo 2008 - 18:21
 
Certo, la storia esiste perché esiste l'uomo temporale, non v'è dubbio. Ma... anche il mito esiste per l'uomo, nell'uomo e per l'uomo, ed esiste nel tempo non tracciato, voglio dire nell'atemporalità che persiste.
Così come le mie piccole ripetitive quotidianità, che danno un senso al mio giorno-tempo: la mia storia.


Uno dei tuoi più bei post!

Rino, complimentandosi con un mito.
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#2   31 Marzo 2008 - 18:31
 
Un post squisitamente classico, che piacevolezza! In effetti, gli Dei dovrebbero essere perfetti e immortali e per questo con loro non ha senso parlare di tempo. Ma qui si va sul filosofico ed evito di tediarti coi discorsi che m'assillano per l'imminente esame di storia della filosofia antica :P
Piccoli riti quotidiani? Mi sveglio e faccio sempre il segno della croce (idem prima d'andare a dormire). Da questo non riesco a prescidendere ;-)
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#3   31 Marzo 2008 - 19:33
 
Storia e mito, leggenda e realtà.
Tutto sembra trasformarsi sfumando dal reale al virtuale.
Quante volte il mito è stato trasfigurato fino a diventare storia oppure il viceversa.
Brava, sei sempre molto brava nello scrivere post che fanno riflettere con pensieri e frasi semplici ed efficaci.
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#4   31 Marzo 2008 - 19:59
 
...ogni attimo, ogni istante, è l'urto improvviso che sembra mettere di fronte all'attesa di una catastrofe, al punto di frattura che può far scoprire il nulla alle nostre spalle...mi vengono in mente le parole di Myskin ne 'L'idiota' :"nell'attimo che precede l'attacco epilettico mi si fa comprensibile il senso di questa strana espressione: non ci sarà più tempo"...ed è in questo finire che ad ogni minuto siamo schiacciati dall'idea e dalla sensazione del tempo...per questa 'inesorabilità' ci rifugiamo nella ripetitività rituale cercando una sospensione del tempo, quel 'delirio di immobilità', quel momento in cui non ci sono più minuti, non ci sono più secondi, in cui il tempo è scomparso e l'eternità regna...si anela quasi ad una maschera del tempo...
...il famoso 'eterno ritorno' di Nietzsche (colloquio con il nano, figura del tempo-ripetizione), quell'eterna ripetizione di un atto, scrivere con la stessa penna (matita morbida, adorata creatura??? eheheh), sullo stesso tavolo, le stesse cose...per cercare di combattere le battaglie della 'brutale dittatura' (Baudelaire) del tempo...(il 'giocatore avido' che vince ogni partita)...
...ma il nostro scandire 'fasi e azioni', 'anelito all'eternità' non porta alla fine all'illusione, alla monotonia, al deserto di noia?...a quell'oasi d'orrore che è la coscienza di questa vuota estensione che ovunque ci circonda?...

...la bacio 'ripetutamente' eheheh...mia adorata...l.a...
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#5   31 Marzo 2008 - 21:29
 
"Nella ripetitività del rituale il tempo si ferma, si fissa, ma chi di noi non ha una serie di piccoli riti quotidiani? Di gesti che hanno una sequenza specifica e dai quali non si può prescindere?
Forse proprio in questo scandire fasi e azioni, risiede il nostro anelito all’eternità."

Sembra una coincidenza, ma sino a due ora fa parlavo proprio di ciò. Si tratta di una questione complessa e difficile da descrivere in questo contesto Scandire fasi ed azioni quotidiane ci dà certezza. Le situazione ed i comportamenti imprevisti ci rendono insicuri.L'uomo ha bisogno di certezze. Ciascuno le cerca come può...
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#6   31 Marzo 2008 - 22:09
 
wow
che post impegnato...ho letto solo il titolo..
e l inizio dei commenti PURE QUELLI SONO LUNGHI..

leggendone uno ho letto l eterno ritorno di NICE (che non so come si scrive)....
e l eterno ritornomi sa di serpente...
e di chi sa sempre tutto.
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#7   31 Marzo 2008 - 22:17
 
Senza spazio non vi è tempo, come diceva Eistein, eppoi la storia degli umani, più il resto della natura s'incarica di dirci che è anche astratto...il tempo! In verità siamo noi a passare. Cari saluti.
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#8   31 Marzo 2008 - 23:10
 

dolce notte bacionotte....
domani ti commento...
ti voglio bene.....AnnA
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#9   31 Marzo 2008 - 23:51
 
Esistono vari tempi. Ed esistono differenti valutazioni di questi tempi. A livello soggettivo, da sempre, divido l'anno in due segmenti precisi: il tempo della morte, del sonno e della negazione dell'essere, e il tempo della rinascita, del fervore, della felicità. Inverno ed estate. Come in un ciclo infinito essi si ripropongono, a tal punto che, trascorso il 21 giugno, so già che le giornate incominceranno ad accorciarsi e il sonno della mente ad avvicinarsi, sebbene il tempo dei lupi sia ancora lontano. Il circolo continua, imperterrito, infinito ed eterno, ma si arresta laddove l'apparire prevale sull'essere, la conseguenzialità sul principio che l'ha determinata, il fatuo sul profondo. E allora il tempo si ferma, immobile simile a statua, schernisce i lazzi inverecondi che costituiscono la società odierna, e aspetta che, finito questo non tempo, finalmente ne arrivi un alltro, se mai sarà.
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#10   01 Aprile 2008 - 09:56
 
"Il Tempo", croce e delizia di filosofi e scienziati.
E' il trascorrere degli eventi, che spessi riusciamo ad immortalare nella storia che raccontiamo: passato, presente e futuro (Parmenide docet).
Quasi tangibile se vissuto intensamente, lascia nel vuoto chi cerca di sondarlo più profondamente...perchè non aspetta, lui va per la sua strada a prescindere.
La percezione, questa è la parte personale del tempo: che percezione ha ognuno di noi di quel periodo, di quel lasso di tempo che c'è concesso?
Non citerò frasi famose, porto l'esempio di tutti i giorni
Com'è strano il fatto che a volte le settimane volano, quante volte vi capita di dire: "cavolo, ma è già finito marzo!"
"è già lunedì"
" Non posso crederci...mi pareva ieri ed è già domani"
O quante volte:"Quest'ora non passa mai.."
"Quando si aspetta, il tempo sembra fermarsi"
Si può quindi affermare che, in maniera generale, il tempo venga percepito a seconda del variare delle persone e delle cose.

In parole povere: il Tempo è più Mito che Storia :D

Visto che al peggio (di me) non c'è fine:
"Chi ha tempo non aspetti tempo" e
"Il tempo è rimasto da sposare per poter fare ciò che voleva"

Pure i proverbi hanno un loro fondamento :)

Buongiorno Dalloway :)



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#11   01 Aprile 2008 - 12:13
 
Io so che, quando mi volto, il tempo è fuggito.
Sempre.
Daniele
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#12   01 Aprile 2008 - 13:15
 
Nella ripetitività del rituale il tempo si ferma e diventa eterno presente.
Questi segni, questi rituali potrebbero anche essere la forma della nostra interiorità e quindi esprimerne la bellezza, mi soffermo su di me e penso quanti rituali ci sono nella mia giornata. Ne ri/conosco pochi, troppo pochi...poca bellezza, quel che ri/conosco è ancora poco.
Un bacio.
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#13   01 Aprile 2008 - 13:24
 
Il tempo è la nostra storia passato presente il futuro chissà.....
il tempo è la storia quella che abbiamo costruito noi uomini....
Poi ci penso penso a me alla mia vita
e tutto torna il bello e il brutto certo che i tuoi post mi fanno pensare riflettere su ciò che sono cosa voglio davvero.....Ammirevole sempre...un bacio Mary dolce...
AnnA
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#14   01 Aprile 2008 - 14:38
 
Vengo qui e ti leggo, ho sempre da imparare dalla tua profondità e cultura. Giulia
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#15   01 Aprile 2008 - 16:59
 
il rito contemporaneo secondo me è molto legato alla "rassicurazione", la voce del televisore, certe piccole azioni quotidiane che hanno lo scopo di tenere lontano il panico...

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#16   01 Aprile 2008 - 17:24
 
Rino, sei un mito! cioè, volevo dire, sei uno storico! va beh, sei uno che non perde tempo! insomma torno nel non-tempo...
un abbraccio

Ram, figurati se mi tedio io con la filosofia antica...eh!
un bacio
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#17   01 Aprile 2008 - 17:40
 
Pensavo che è strano. Proprio i piccoli e grandi riti di ogni giorno, quelli che ci danno sicurezza, concorrono ad un fenomeno forse meno piacevole: quello per cui tutti i giorni si assomigliano a tal punto che il tempo scorre veloce ai nostri occhi e l'eternità sembra proprio sfuggirci di mano.
Ma, proprio per questo, è piacevole ripercorrere i propri riti con dedizione e meticolosità, assaporandoli fino in fondo in modo da dilatare anche i piccoli momenti.

Mi compiaccio, credo di essere stato abbastanza confusionario. ;)
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#18   01 Aprile 2008 - 19:05
 
Nemmeno leggendo tutti i misteri di Eleusi si potrà dare una spiegazione oggettiva allo scorrere del tempo ed alla relazione di esso con ognuno di noi..Qui, cmq , c'è sempre da imparare...
By
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#19   01 Aprile 2008 - 19:45
 
Sile, sublime creatura... il tempo ci serve per mettere ordine...
Il tempo storico è una strada senza ritorno, invece il tempo sacro, prendendo spunto dai cicli stagionali, è circolare e quindi porta all'eterno ritorno, anche se contiene in sé l'angoscia dello scorrere inesorabile che porta a una fine sicura, come l'arrivo dell'inverno fa 'morire' la natura. Tuttavia, mentre il tempo storico ci precipita verso la morte inevitabile, quello sacro, malgrado la catastrofe imminente ci permette di tornare alla vita, grazie ai rituali che distruggono il tempo, ma poi lo rigenerano.
Non conosco i deserti della noia, nella ripetitività non si nasconde necessariamente il vuoto e con la stessa morbida matita si possono scrivere sempre cose nuove. Il gesto rituale che accompagna certe fasi della nostra giornata serve più che altro a rassicurare, a fissare la nostra presenza quotidiana, la monotonia ristagna nel gesto involontario che si ripete, nel gesto imposto e limitante... ma noi che siamo così bravi a restringere e a dilatare possiamo diventare padroni del nostro tempo ricreandolo di continuo... le sue citazioni sono meravigliosamente concatenate... la bacio... la ribacio... l.a...
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#20   01 Aprile 2008 - 19:49
 
Bear, alla fine ogni cosa si unisce all'altra... i confini netti non sono mai completamente certi...
Grazie e un bacio

DonnaFlora, sì, sono d'accordo, la ripetizione ci dà ordine e certezza, ma dove ne parlavi, in sala prof? anziché discutere sulle indicazioni per il curricolo???
un bacio
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#21   01 Aprile 2008 - 20:09
 
Fiamma, ti volevo dire che... ah, no poi è troppo lungo e non lo leggi...
ahahah! baci

SaR, mi sa che l'unica cosa certa è appunto che noi passiamo... (beh, potremmo sempre reincarnarci però...)
un abbraccio
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#22   01 Aprile 2008 - 22:32
 
Dolce notte Mari a presto...
AnnA..
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#23   02 Aprile 2008 - 12:41
 
in quanta parte di tempo...del mio tempo...mi son chiesta cosa esso fosse. se poi maldestramente esso "ineluttabile distrugga ogni cosa nel suo fluire perenne" (U. Foscolo), cosa io ne avrei potuto raccogliere nel mio "catino di zinco". non voglio essere una baudleriana "martire del tempo", voglio "straziarmi di vino, di poesia e di virtù"...Sento, come Sartre, il tempo "giunge lentamente all'esistenza" e lo riconosco nella sua sfilacciante elasticità, lo sento dipanarsi "poiché dilatato dalla passione" (M. Proust), una ardente passione che scolpisce ciò che prima era mera abitudine.
ti abbraccio,
betazed
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#24   02 Aprile 2008 - 16:23
 
...vengo qui, mi perdo...
...e mi scopro ancora più ignorante di prima...
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#25   02 Aprile 2008 - 18:43
 
Ale, il tempo lo parcellizziamo a seconda delle nostre esigenze, io ad esempio preferisco l'inverno all'estate, il freddo mi permette di pensare meglio invece il caldo non lo tollero, mi offusca il cervello e poi tutto diventa pesante, faticoso...
Anche quando tutto sembra immoto, in realtà il flusso della vita è inarrestabile...
bacibaci

Quero, io sono un'appassionata di citazioni... Il tempo percepito è molto soggettivo e in questo senso si allunga o diviene rapidissimo, io più che altro volevo fare una riflessione sull'altro tempo, quello che la società e la vita ci impongono e sulla possibilità che ci offre invece il tempo sacro di ri-crearlo e ri-viverlo...
Ma è un argomento che si presta a molteplici letture...
un bacio
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#26   02 Aprile 2008 - 18:48
 
Daniele, per questo bisogna utilizzarlo nel miglior modo possibile, piuttosto che perderlo dovremmo imparare a guadagnarlo...
baci

Rigi, il rituale accompagna la storia dell'umanità, fa parte del nostro bagaglio comune, poi ognuno di noi nel suo piccolo, con la ripetitività di certi gesti vive in un tempo apparentemente fermo...
bacio
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#27   02 Aprile 2008 - 18:52
 
Anna, quelle sono riflessioni molto importanti... conoscersi e sapere cosa si vuole direi che è il desiderio di tutti... mi fa piacere indurre alla meditazione.
baci

Giulia, sei sempre gentilissima, grazie, ma ho una cultura media, niente di speciale...
baci

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#28   02 Aprile 2008 - 19:04
 
Damiani, uhm... il televisore... eh, credo che tu abbia ragione anche se io non guardo mai la tv...
baci

Paguro, il punto è che nella ripetizione dei gesti è come se si fermasse il tempo, ma hai voglia di ritualizzare, tanto il tempo passa inesorabilmente... eh già..
un abbraccio
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#29   02 Aprile 2008 - 19:11
 
Sira, più che imparare si aprono le discussioni... spiegazioni no, semplici riflessioni su cose che alla fine abbiamo ogni giorno sotto il naso...
grazie. un abbraccio

Anna, un bacio a te.
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#30   02 Aprile 2008 - 19:19
 
Betazed, francamente l'idea della martire del tempo non piace neanche a me, vorrei godermelo straziandomi di vino, di poesia, di nettare e di virtù (nel senso di forza d'animo)...
un abbraccio

Ma1969, noto che ti perdi spesso, ti faccio una mappa concettuale?
eheheh
un abbraccio
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#31   03 Aprile 2008 - 09:45
 
..forse è il caso che tu lo faccia quanto prima..
..o a forza di perdermi..
..potrei non trovare più il tuo indirizzo..
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#32   03 Aprile 2008 - 12:25
 
tempo e storia vanno di pari passo. Il tempo breve come quello lungo "fa" il mito.
Il tempo è un fattore relativo. Avevo scritto qualche appunto tempo fa.. lo pubblicherò.
I tupi post sono "scuola!, sono cultura. Grazie!
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#33   03 Aprile 2008 - 14:41
 
Rispolvero da un vecchio block notes fatto di pensieri ed inchiostro:

"E come puoi pensare
che il tempo passi
quando tu sei lui
ed altro non fai
che rincorrere un'ombra?"

Infine, gran bella cosa i rituali ...
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#34   03 Aprile 2008 - 16:07
 

AnnA...
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#35   03 Aprile 2008 - 20:16
 
Ma1969, il mio indirizzo, una volta trovato, si scolpisce insieme alle parole ad imperitura memoria (chi dimentica che tempus fugit?) dunque è impossibile perderlo... il pericolo è scongiurato...
un abbraccio

Ludmilla, non so... il tempo della storia è un po' manipolato... beh, il discorso è lungo. Grazie mille.
un bacio
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#36   03 Aprile 2008 - 20:21
 
Le consuetudini mi permettono di fissare un equilibrio di base (il mio tempo) dal quale creare "fughe" (spesso non programmate). Senza di loro l'insicurezza mi impedirebbe di vivere.
Questo blog è necessario. Complimenti.
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#37   03 Aprile 2008 - 20:22
 
3m4, i rituali sono la salvezza di tutti i nevrotici... nel rituale si ricrea l'ordine...
però, rincorrere le ombre... e chi non lo fa?
baci

Anna, un bacione
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#38   03 Aprile 2008 - 20:35
 
Polispaliano, scrivevamo contemporaneamente e qualcosa di simile. Sono d'accordo con te.
Ti ringrazio. un abbraccio
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#39   03 Aprile 2008 - 21:19
 
Il tempo e la storia. Il tempo che passa su di noi e i nostri personali rituali, alcuni abitudinari, altri obbligati. Ciò che più sgomenta è il fatto di non conoscere la storia che verrà da qui a mille anni. L'altra, quella passata, chi più chi meno, la conosce e la può approffondire scrupolosamente. L'inverno lo vivo come rinascita e l'estate come morte. Ciò che per alcuni può rappresentare noia, per altri è puro divertimento. Tutto tremendamente relativo, secondo me. Il vero limite di ogni uomo, in ogni epoca, è racchiuso nel tempo che gli viene concesso. Tempus Fugit. Il titolo del tuo blog, in questo caso, non poteva essere meglio azzeccato. Rimango a pensare, dopo averti letta con il piacere di sempre. Convengo con Ram:si potrebbe aprire una lunga conversazione filosofica sulla relatività del tempo. Ma temo si andrebbe a varcare un confine e il numero di battute ragionevoli. Certamente alcuni nostri riti quotidiani fanno parte di ciò che io chiamo "propiziatorio". A volte mi prende il dubbio se la "tribalità" sia nel mio dna. Infilare prima il piede sinistro e poi il destro nella pantofola. Leggere la mattina e la notte. Fumare durante. Ma a quante cose mi fai pensare Dalloway!Un abbraccio :-)
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#40   03 Aprile 2008 - 21:21
 
...approfondire...ops
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#41   03 Aprile 2008 - 21:29
 

dolcissima notte stella..
AnnA
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#42   03 Aprile 2008 - 21:35
 
Cara era un pò che non passavo dalle tue parti...letture sempre di notevole spessore...

Buoan serata
Vera
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#43   04 Aprile 2008 - 09:33
 
Jul, è vero si possono fare mille riflessioni. Il tempo che ci è concesso è un limite, ma tutto dipende dall'uso che ne facciamo, è questo che ne determina la durata secondo me...
un forte abbraccio, cara.

Anna, un bacio

Vera, ti ringrazio. Un abbraccio
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#44   04 Aprile 2008 - 15:09
 
Dici bene, Maria, il mito ha tantissime storie locali. Anche Agrigento, meglio l'antica Akragas, aveva una Kore locale, tutta sua, e un suo culto. E l'uomo vive, anche nel presente, con i suoi miti. Un abbraccio
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#45   06 Aprile 2008 - 13:33
 
Credo che il sedimentarsi degli elementi della natura seguano un percorso più complesso! Abbracci!
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#46   06 Aprile 2008 - 20:42
 
Ubaldo, sì sapevo della Kore di Agrigento e di quella di Enna...
un abbraccio

SaR, questo è un argomento molto complesso, non si poteva completare con un semplice post...
un abbraccio
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#47   08 Aprile 2008 - 22:49
 
Concordo, appunto! Brava e ciao.
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