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nervalGérard Labrunie, vero nome di Gérard de Nerval (1808-1855) fu uno scrittore che sulla propria pelle poté incarnare lo spirito di un tempo che prediligeva il tetro, l’incubo, la malinconia, la malattia, il dolce vagheggiamento, l’inquietudine e perfino il suicidio; egli poté vivere nella realtà ciò che divenne finzione letteraria, una moda, il gusto preromantico e romantico di una vita tormentata, votata all’incomprensione, alla solitudine e al dolore. L’uomo romantico ebbe in comune con Nerval l’ossessione della dualità antitetica, il percepire che ognuno di noi è diviso in due parti e che queste due parti sono, nel medesimo tempo, amiche e nemiche. Ciò che invece separa Nerval dall’uomo romantico è il modo di sentire questa scissione interna: mentre per l’artista esponente di una corrente letteraria, si trattava di aderire a un gusto, pur se sentendosene coinvolto, Nerval si trovò, invece a vivere la sua doppiezza in prima persona, in quanto alienato mentale, e a trasferirla poi nella sua opera, come resoconto di qualcosa che realmente gli accadeva e come presenza inconscia di qualcosa che aveva dentro e di cui non sempre si sarà reso conto.
 
Una delle sue opere più importanti, Aurélia, prende vita grazie ad un nuovo tipo di terapia medica, che consigliava ai pazienti di trascrivere una specie di diario dove annotare i propri pensieri, oppure delle vere e proprie memorie che permettessero di trovare il punto di rottura che li aveva separati dalla vita “normale”. L’opera ebbe inizio nell’anno della sua prima crisi, nel 1841 e da allora subì continui ritocchi e interruzioni, fino alla stesura definitiva del 1854. Alla fine del mese di gennaio del 1855 Nerval si uccise, impiccandosi ad una inferriata, in un quartiere parigino malfamato.
 
Nel breve saggio Il Perturbante, Freud cerca di esaminare alcuni aspetti della psiche che si manifestano attraverso uno strano tipo di sensazione, provocato da insolite situazioni, che possono presentarsi nella vita o in letteratura. Questa sensazione è definita appunto perturbante e già a partire dalla sua denominazione ci si introduce nel campo dell’ambiguo e del difficoltoso.
 
«Spesso e volentieri ci troviamo esposti a un effetto perturbante quando il theoriaconfine tra fantasia e realtà si fa labile, quando appare realmente ai nostri occhi qualcosa che fino a quel momento avevamo considerato fantastico, quando un simbolo assume pienamente la funzione e il significato di ciò che è simboleggiato.» (Freud, Il perturbante)
Il nevrotico tende a concedere uno spazio molto più ampio alla realtà psichica, rispetto a quella materiale, questo per via della convinzione, insita nell’uomo primitivo e nel bambino, dell’onnipotenza dei pensieri. Freud distingue due tipi di perturbante, uno che riguarda il rapporto con la realtà materiale e l’altro che concerne complessi infantili rimossi e che riguarda quindi la realtà psichica.
 
Per quel che concerne il perturbante in letteratura la situazione cambia perché un racconto, in quanto finzione, non può essere esaminato in base ai canoni della realtà esterna. Perciò se qualcosa di particolare accadesse nella realtà, noi saremmo estremamente turbati, ma se la stessa cosa accade in un racconto, questo tipo di effetto non è detto che si verifichi.
 
In Aurélia, l’elemento perturbante trova invece la possibilità di insinuarsi oltre che nel personaggio, anche nel lettore. Si tratta infatti di un continuo alternarsi della realtà materiale con quella psichica e non della creazione di un mondo fantastico e fiabesco, in cui le leggi del reale, come esso viene percepito normalmente, sono eliminate fin dall’inizio. Al contrario, il narratore ci propone un tipo di realtà mista che, pur non essendo sempre quella concreta, in fondo tutti sentiamo che potremmo raggiungerla, se soltanto si verificassero determinate condizioni psichiche. Per questo motivo il perturbante vissuto dal personaggio, coinvolge il lettore, che rimane turbato proprio perché si rende conto che, potenzialmente, potrebbe divenire personaggio a sua volta.
 
 
Ho sempre pensato che la creatività fosse un ottimo metodo per riuscire a comprendere meglio se stessi, a trovare una valvola di sfogo per gli eccessi di energia, ad ammorbidire i momenti di tensione, a dare una forma al dolore, a riempire i vuoti di una perdita e quindi a vivere meglio. Anch’io in effetti uso il disegno e la scrittura, un po’ per curarmi, un po’ per comunicare e sicuramente è il miglior campo da gioco che si possa desiderare. Naturalmente, come per tutte le cose, essendo nella nostra natura una sorta di scontentezza, che se ben usata, ci sprona alla ricerca continua, neanche l’arte può essere risolutiva, anzi, a volte, se adoperata in eccesso può perfino essere nociva e prova ne è il fatto che grandissimi artisti hanno scelto di porre fine alla propria esistenza suicidandosi, quasi come se fossero sopraffatti dalla gravosità di un impegno con se stessi e con il mondo, divenuto insostenibile.



Postato alle 14:30 di lunedì, 07 gennaio 2008 da dalloway66
permalink commenti (46)
Commenti
#1   07 Gennaio 2008 - 14:39
 
Sono sempre interessanti len tue biografie.
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#2   07 Gennaio 2008 - 15:01
 
SCRIVI SEMPRE DELLE COSE PIù CHE PIACEVOLI E INTERESSANTI...U ABBRACCIO......aNNA....
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#3   07 Gennaio 2008 - 16:55
 
...eheheh...Nerval..."l'uomo è doppio, c'è in ogni uomo lo spettatore e l'attore...sono il buono? sono il cattivo?"...la lotta interiore tra le due forze contrapposte è perenne, non ci sono vincitori né vinti..."l'altro in ogni caso ci è ostile"...unica via d'uscita è lo slancio dell'immaginazione, la fantasia che sopprime la realtà attraverso la proiezione del sogno (desiderio fine a se stesso, vissuto nell'immaginario)...
...caro e amato Gerard..."lo strano innamorato"..."turbato"?..."perturbante"?...colui che amava le donne da lontano, che evitava di avvicinare nel timore di distruggere la sua illusione...
...oh...ho una visione...lei...adorata creatura...
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#4   07 Gennaio 2008 - 17:48
 
Eh, sì! Proprio bello questo post, faccio bene a linkarli.

Felicità

Rino, contento del tuo operato.
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#5   07 Gennaio 2008 - 18:03
 
eh, sì, tornerò a rileggere (?)
ma già posso dirti che tenere un
diario è di per se terapeutico
(esiste anche un'università
della biografia e dell'autobiografia,
se cerchi in rete la trovi, io ho
già rotto le palle loro perchè
voglio un biografo/a per me
e la mia vita "pazzesca" hahaha!!!!)

quando ero sulla via spirituale
tenni un diario (in realtà poche
pagine di esperienze di picco)
che riletto a posteriori aveva
tutto un altro senso e si
capiva sotto una luce (abbagliante)
molto più profonda (può una
luce essere profonda???? SI')

ciao
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#6   07 Gennaio 2008 - 18:28
 
E' vero quello che tu dici. Tuttavia Frate Amelio ritiene che il suicidio non può costituire l'effetto dell'arte come causa scatenante. La letteratura è sempre una forma di comunicazione, che lancia un messaggio, anzi è una forma di comunicazione che va decodificata come un sos.

Frate Amelio
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#7   07 Gennaio 2008 - 19:22
 
Ludmilla, ti ringrazio tanto. In effetti mi sono limitata, perché ci sarebbe stato tanto da scrivere sulla vita di Nerval, ma volevo dare un altro taglio al post e così ho solo accennato qualcosa.
a presto

Anna, sei molto gentile. Era da un bel po' che mi dedicavo quasi esclusivamente ai post intimisti ed era ora di cambiare aria. Ma tanto ne ho in mente altri, non ve la scampate...
un bacio
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#8   07 Gennaio 2008 - 19:31
 
Silenes, Nerval è un pozzo senza fondo per gli amanti dei sogni, delle chimères... quanto dite in merito alle donne è importantissimo, sulla figura femminile si fonda infatti l'opera di Gérard, la donna madre, amica, amante, e al tempo stesso nulla di tutto ciò, poiché essa diventa un simbolo e perde quindi ogni identità o aspetto "terreno". Sile, voi siete pronta a sorprendermi chiunque io citi...e non siete illusione...
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#9   07 Gennaio 2008 - 19:39
 
Rino, rallegrati allora (non so gli altri) perché questo è il primo di tre.
un bacio

B-right, mi fai morire... Ti confesso però che ho sempre odiato tenere un diario, ci ho provato, per inserirmi visto che le mie compagne lo facevano (senza esclusione), ma io proprio non posso, forse a maggior ragione perché era una specie di comandamento e mi suonava di forzatura.
Comunque molto meglio usare il blog come terapia...
;-))

Frate, non volevo generalizzare, intendevo dire che a volte la genialità può diventare ingestibile e portare a gesti estremi, non sempre ovviamente...
un abbraccio
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#10   07 Gennaio 2008 - 23:51
 
Non sopporto Freud: a fronte di due o tre illuminazioni, ci ha propinato un mare di banalità. Io volevo scopare con mio padre (o, nella fattispecie, con mia madre...) e mio fratello con la mamma. Cose vecchie e risapute. Il tale di cui parli poi si è anche ucciso.
Ciò nulla toglie all'eccellenza dei tuoi post!
Bacione
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#11   08 Gennaio 2008 - 00:44
 
Molto interessante la questione del doppio e, soprattutto, la teoria che un simbolo possa assumere pienamente la funzione e il significato di ciò che simboleggia.
Certe volte ciò può accadere concretamente nella vita reale, senza che per questo si rasenti necessariamente la pazzia.
Capita nella fase dell'innamoramento, quando si assume come simbolo l'Amore e poi lo si identifica con la persona amata.
L'Arte (sotto qualunque forma), sentita come cura di un vuoto o di un conflitto interiore, credo possa essere solo una soluzione momentanea. Quando il peso di un impegno artistico diventa insostenibile, tanto da generare alienazione o, peggio, il desiderio di suicidio, ci sono sempre molte altre cause concomitanti: ciò presuppone l'aver ottenuto un successo che non si è in grado di gestire. In questo caso, l'arte diventa una forma d'isolamento, non è più comunicazione, se non quella di un profondo ed estremo stato di disagio: ma qui la causa che lo determina non è l'arte in sé.


Ecco: mi sono contenuta! Sei contenta?

Bacio,
Rosalba
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#12   08 Gennaio 2008 - 10:51
 
Di tutto il post (interessantissimo!) mi ha colpito una cosa soprattutto: disegni? che cosa?
Sono curiosa lo so! è uno dei miei innumerevoli aspetti della mia personalità doppia (io credo di essere veramente divisa in due, non scherzo!)
bisous...
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#13   08 Gennaio 2008 - 12:52
 
un gran pezzo di ottimo livello! sarebbe bello farne un video...
(magari con in testa un cappello per turbante!)
:)
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#14   08 Gennaio 2008 - 21:36
 
Il Perturbante! Questa sì che è telepatia! Ho letto d'un fiato, attenta e affascinata, more solito.
Ma la chicca per me è questa: "Ho sempre pensato che la creatività fosse un ottimo metodo per riuscire a comprendere meglio se stessi, a trovare una valvola di sfogo per gli eccessi di energia, ad ammorbidire i momenti di tensione, a dare una forma al dolore, a riempire i vuoti di una perdita e quindi a vivere meglio. Anch’io in effetti uso il disegno e la scrittura, un po’ per curarmi, un po’ per comunicare e sicuramente è il miglior campo da gioco che si possa desiderare".

Ecco il primo caso di gemelle nate a sei anni di distanza l'una dall'altra! :-D

A.
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#15   08 Gennaio 2008 - 21:54
 
La creatività può diventare delirio? Certo, lo scrittore, soprattutto quello di genio ha sicuramente dei parametri caratteriali tutti particolari. Lessi Aurelia, quand'ero ragazzo e forse non ne afferrai il vero senso, da quello che ricordo. Forse meriterebbe di essere riletto.
Tuttavia il perturbante in letteratura è quanto mai esistente. Metti Pirandello. Tu pensi che si possano scrivere tante novelle e tante commedie attingendole dal reale e riportandole oggettivamente? Oppure il carattere dello scrittore si fa sentire in misura preponderante? Prendi Svevo, Proust, D'Annunzio, Baudelaire, Verlaine... e tanti altri.
Dimostrano tutto quanto tu asserisci in questo post magistrale per dosaggio di argomenti e per linearità d'impostazione. Sei molto precisa e lucida nell'analisi e "nella psicoanalisi". Anche nell'arte avviene ciò. Dalla pittura di Van Gogh, ad esempio, non emerge tutto ciò? Jung diceva che ciascuno di noi deve fare i conti con il suo inconscio. Un bacio e un abbraccio e complimenti davvero.
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#16   08 Gennaio 2008 - 23:25
 
sono contenta anchio sto cambiando direzione dei miei post vorrei che leggessi quelllo che ho postato oggi sicura che ti piacerà.....Anna...
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#17   09 Gennaio 2008 - 09:51
 
E' una fortuna poter leggere queste cose, la gran parte, per me, sconosciute.
Capisci perchè mi fai pensare?
Daniele
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#18   09 Gennaio 2008 - 13:52
 
Ale, può anche non piacere Freud, ma non lo ridurrei a quattro banalità, il tale di cui parlo poi è stato un grande scrittore, precursore dei tempi, con una genialità pesante che non gli consentiva di vivere in questo mondo...
un bacione

Roooosaaaa, sono più contenta quando non ti contieni. Dissento dalla tua associazione del sentimento del perturbante con l'innamoramento. Ciò che dici è certamente vero, ma non in questo caso...
Qualunque soluzione si prospetti per superare il vuoto o il conflitto interiore, noto, che non va mai bene, allora dobbiamo rassegnarci? io tornerei al post precedente, per me l'unica soluzione è la libertà, intesa soprattutto come capacità di svuotarci e di liberarci di tutti i legami.
bacibaci
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#19   09 Gennaio 2008 - 13:56
 
LadySSSS, forse è più appropriato dire disegnavo...
Visto che sei così curiosa ti faccio sospirare ancora un po'... eheheh
baci

Book, grazie! Il cappello per turbante, mi è piaciuto assai!
un abbraccio
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#20   09 Gennaio 2008 - 14:01
 
Agly, infatti, che ti dicevo che mi avevi anticipata?
Ho notato anch'io che abbiamo un sacco di cose in comune... devi prendere anche un secondo cane???
bacibaci

Ubaldo ti ringrazio tanto, perché hai colto tutte le sfumature di ciò che volevo trasmettere, hai inserito ulteriori contributi ed hai scalzato Rosalba... ihihihihih
un abbraccio e un bacio
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#21   09 Gennaio 2008 - 14:05
 
Anna, passerò oggi. Cambiare non può che fare bene...
un bacio

Daniele, tu mi lusinghi tanto, tanto, grazie, in effetti cerco di pescare fra le cose che ritengo possano incuriosire e interessare, ma io offro solo uno strumento, poi per utilizzarlo o coglierlo è necessario che gli altri ci mettano la materia fondamentale...
ti ringrazio e ti abbraccio
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#22   09 Gennaio 2008 - 15:12
 
Ma che bel castello marcondirondirondello!!!!
molto interessante, si davvero interessante.....
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#23   09 Gennaio 2008 - 15:35
 
Acne io sono "d'accordo"
sul fatto che Freud sia sovrastimato
o meglio, sovra-assolutizzato,
però non bisogna dimenticare
che chi apre una via che non c'era
è il pioniere che ha consentito agli
altri di avanzare (la prima mano
che con un machete apre una
via nella jungla porta alla luce
una via possibile che prima esisteva
solo in potenza, in fieri). Senza di
lui non vi poteva essere Jung,
che lo lesse. Il diritto di primogenitura
è importante, più del COPY(W)RIGHT.
Da cui discende, che io che.....
sono l'ein sof.....
posso scopiazzare a man bassa!!!! :)


UFFAAAAA!!! non ho ancora letto il
post, sarà che Nerval mi perturba,
solo a pensare di mischiarmici
(essendo, tra l'altro, morto suicida,
come Pavese, qui a To, in un albergo a me prossimo per questioni
familiari), leggo i commenti a pezzi
e a bocconi, sono una bestia praticamente.
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#24   09 Gennaio 2008 - 17:58
 
De Nerval..ci sono persone che a cercare di spiegarle (se fosse possibile) perderebbero gran parte del loro fascino.
Lo trovo inquietante e per certi versi intraducibile eppure così capibile..

Devo dire che con molta grazia hai saputo esporre un personaggio assai difficoltoso.

Buona serata Dalloway :)
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#25   09 Gennaio 2008 - 20:08
 
conoscevo poco e apprezzo come sempre la tua delicatezza...
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#26   09 Gennaio 2008 - 20:31
 
Non farci caso, stella...a volte deliro :-S
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#27   09 Gennaio 2008 - 20:34
 
Chissà Britos come accoglierebbe un coinquilino.. io mi porterei a casa il canile, fosse per me, ma temo che non tutti sarebbero favorevoli :-D

Comunque, mai dire mai! :-)
(o era bau dire bau?)

A.
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#28   09 Gennaio 2008 - 20:41
 
Ari, vedo che ti è tornato il buonumore, che bello...

B-right, noto un'affinità continua con i miei pensieri, ma cosa è successo? prima non eravamo sempre in disaccordo?
un abbraccio solidale
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#29   09 Gennaio 2008 - 20:45
 
Quero, in verità ci sono altri due post su Nerval che attendono trepidanti di essere pubblicati... io ho deciso di esaminare un aspetto perché come dici tu è intraducibile per certi versi e raccontarlo tutto è proprio impossibile...
Grazie, un bacio

Bianca, bentornata, vacanze lunghe? In effetti il povero Nerval a mio avviso non gode della giusta popolarità, ma questo capita spesso.
un abbraccio
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#30   09 Gennaio 2008 - 20:47
 
Ale, ma figurati, puoi dire ciò che vuoi, quando vuoi, non è che ti deve piacere Freud per forza...
baci

Agly, io prima avevo solo Artù, poi è stato indispensabile salvare anche quell'altra peste, dunque... (comunque si fanno tanta compagnia)
bacibaci
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#31   09 Gennaio 2008 - 21:11
 
Ci sono momenti in cui sono felice di non essere un artista. :-)

Scherzi a parte, trovo che questo tuo scritto, bello spunto sarebbe per una chiaccherata, magari fra chi, come noi, a loro modo, cerca di comunicare usando l'arte come forma di espressione.

Naturalmente, ritieniti responsabile di una nuova spesa, quella dell'acquisto del libro da te citato, che spero mi faccia compagnia, nella fase di pre-sonno, ... non oltre...

un sorriso
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#32   09 Gennaio 2008 - 22:56
 
ma se siamo due cavalli della
stessa razza? ('66)

pensa che in Cina e Tibet, che
lo sanno, come siamo, negli
anni dei cavalli di Fuoco gli
aborti aumentano in misura
esponenziale, pur di non avere
delle bestie simili in casa
(loro che hanno una rigida
gerarchia familiare, soprattutto
un tempo) ;)))
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#33   09 Gennaio 2008 - 23:12
 
Dici?
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#34   10 Gennaio 2008 - 09:38
 
Mmhhh astuta!
:)
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#35   10 Gennaio 2008 - 10:44
 
Sono rimasta colpita dalla figura di Nerval. Sarà anche che mia madre si chiama Aurelia, o forse perchè come tanti ho un diario in rete nel quale scrivo qualche appunto...
Certo è che fece proprio una brutta fine.
Un gran pezzo. Complimenti!
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#36   10 Gennaio 2008 - 17:22
 
spero, maria, che i tuoi allievi si rendano conto della fortuna di poter attingere alla sapienza del tuo pensiero; buon pomeriggio; un abbraccio, g*
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#37   10 Gennaio 2008 - 17:41
 
perturbante...
solo la parola coinvolge, la definirei impropriamente onomatopeica.
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#38   10 Gennaio 2008 - 20:01
 
Non lo conoscevo, la tua biografia è molto interessante, ciao carissima, Giulia
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#39   10 Gennaio 2008 - 22:37
 
Pensieri, ecco, uhm, non lo consiglierei in fase di pre-sonno, francamente. Di spunti per conversare effettivamente ce ne sono parecchi e ci sono anche tanti conversatori... quando vuoi possiamo aprire le danze
un abbraccio

B-right, ahahahah! dici che è per questo che aumentano gli aborti? invece di dedicarci una statua equestre...
baci
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#40   10 Gennaio 2008 - 22:39
 
Ari, ovviamente si trattava del mio solito sarcasmo...

LadyS, mi piace tenerti sulle spine...

DonnaFlora, ti ringrazio. Se lo leggessi rimarresti ancora più colpita, ma potresti approfittare della permanenza casalinga...
bacio
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#41   10 Gennaio 2008 - 22:44
 
Grazia, sei sempre troppo gentile. Ti dirò, i miei alunni più che altro vogliono attingere dalla mia vena ironica, visto che mi ispirano una battutona al minuto... Comunque, sì, ogni anno mi dicono che sono una prof speciale (ops, forse faccio loro pena?)
un bacio

Carly, sicuramente è piena di rrrrrrr! il perturbante e i tuoi tarocchi mi pare che vadano piuttosto d'accordo.

Giulia, noto che molti non lo conoscono... beh, ci penso io con gli altri due post (distanziati, non temete...)
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#42   11 Gennaio 2008 - 10:16
 
Sono paziente, sai? ;)
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#43   11 Gennaio 2008 - 11:10
 
pensa che prima di leggere questa biografia non sapevo neppure chi lo avresse scritto nerval...
:)
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#44   21 Gennaio 2008 - 11:53
 
E qui si' che posso aggiungere qualcosa che arriva soprattutto dalle filosofie orientali, ma non solo: ovvero gli effetti della meditazione.
La meditazione non e' solo quella classica che tutti conosciamo, ovvero lo stare nella posizione del loto svuotando la mente; in realta' e' meditazione qualunque stato nel quale ci si immerga completamente in cosa si sta' facendo, che sia il non-pensiero, la pittura o ascoltare musica.
Qual e' l'attinenza con quanto scrivi in questo bel post? Che gli stati meditativi portano alla luce cio' che si agita nel nostro inconscio. E' chiaro che l'intento sarebbe positivo - superare i nostri fantasmi - tuttavia il rischio e' quei mostri siano troppo voraci e finiscano, se non controllati, per divorarci.
Ecco perche' spesso si consiglia la presenza di un maestro, almeno per i primi tentativi.
Io stesso ho sperimentato che - con sorpresa - la meditazione effettuata dopo lungo tempo di digiuno, non sempre porta - sul breve - a stati d'animo positivi. Dipende sostanzialmente dalla "fertilita' del terreno" sulla quale agisce.
Ricordo un bel libro (Meditazione e Psicologia, mi pare...) che sosteneva che prima di mettersi a meditare bisognerebbe risolvere perlomeno le eventuali turbe psicologiche piu'... perturbanti :)
Ecco... lo stesso principio e' applicabile a cio' che allo stato meditativo puo' portare. Arte certamente inclusa.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Wolfghost

#45   21 Gennaio 2008 - 16:53
 
Wolf, mi pare di intuire che io sono sempre in meditazione... ma lo faccio da così tanto tempo che i fantasmi si sono stufati di azzannarmi, mi lasciano fare, ormai...
;-))
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#46   28 Gennaio 2008 - 15:02
 
Un blog intelligente... e originale!

Mi sono permesso di linkarti

Ciao e buona giornata

Daidalos
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