Parole

Link

Bottoni

Disclaimer

Annientare ciò che si ha, è un obiettivo molto diffuso, annientare chi si ha, ancora di più. Ha tanti modi l’inverno per manifestarsi, tanti i suoi nomi, tante le sensazioni con le quali si traveste. La più brutta è il rancore, l’inverno dei sentimenti, il cuore spoglio, l’amore disseccato. Provare solo odio. L’odio è un sentimento che divora le altre emozioni, non ha spazio che per se stesso, non conosce che la propria voce, non sente che le proprie ragioni e si accaparra il diritto dell’innocenza, dell’inevitabilità del suo esistere per colpe altrui.
 
Si rinuncia all’amore per rancore. Un amore difficile va protetto, cullato, alimentato con la devozione dei sentimenti, con l’azione mirata, con gli spazi per le parole, con i tempi per la comprensione. Se è amore. Se non lo è c’è spazio solo per la separazione, a che serve l’odio?
 
Il risentimento si nutre di te, l’acredine prende vita dentro di te quando qualcuno ti tradisce, ti umilia, ti trascina in luoghi nei quali non vuoi andare, quando ti addita con il linguaggio, quando ti deride in pubblico e in privato, quando ti colpisce con sferzate invisibili che ti annientano e quando ti bastona con la forza fisica. L’odio esiste. L’odio, a volte, è perfino giusto. Io non ti porgerò l’altra guancia, io non farò la santa, né ho vocazione per il martirio. Se non mi ami non sei obbligato a restarmi accanto e non sarò il punching-ball di nessuno, né amico, né compagno, né marito.
 
ti_amo_alla_folliaE invece mi hai picchiata e per vergogna ho detto di essere scivolata dalle scale e avrei anche potuto rispondere alla tua violenza colpendoti, ma ho avuto paura che ti arrabbiassi ancora di più ed io che ho studiato, letto, viaggiato e che mai avrei pensato di poterti subire, scopro che il mio carnefice mi vive accanto. E così anch’io sono diventata un numero, anch’io faccio parte delle statistiche, sono tra le donne abusate e come stendardo non potrò più portare la mia dignità, né ostentarla come vanto della mia specie.
 
Eppure un tempo ho creduto che mi amassi, possibile che fossi tanto cieca? Come si trasformano le persone? I sentimenti? Quale molla spappola il cervello di chi amiamo? Quale meccanismo trasforma una carezza in un pugno? E le spinte della passione in colpi di bastone? Quale tipo di pensiero si accende nella mente di un uomo che picchia la propria donna? Quale rabbia cieca può portare anche ad ucciderla?
 
In Germania la pena di uno stupratore viene diminuita perché si tiene conto delle origini etnico-culturali dell’imputato. Come se uno stupratore avesse una patria o una cultura alle quali appellarsi. Ho letto molta indignazione per questo fatto, ovviamente da parte dei conterranei del soggetto, che si sono sentiti (giustamente) umiliati e discriminati, ma ciò che trovo più sconcertante è invece l’ulteriore violenza perpetrata alla donna. Una donna seviziata, stuprata e torturata, non ha etnia? Non ha voce? Non ha diritti?
 
Forse farò il giro del mondo per tornare al punto di partenza. Mi spingerò oltre i confini della mia miserevole vita solo per accorgermi che la gente è uguale dappertutto e che non è servito a niente lottare, affannarmi, cercare, giacché mi troverò sempre un altro te, dietro l’angolo, davanti agli occhi. E l’inverno non finirà mai per me, che sono nata vittima, mentre tu, crederai di vivere sempre d’estate. E sarai forte, protetto dal branco, protetto dalla legge, vivrai nascosto dietro una parvenza di perbenismo, sarai ben vestito, con la camicia inamidata e un sorriso smagliante da distribuire con generosità, finché non tornerai a casa.
 
 
«Per le donne tra i 15 e i 44 anni la violenza è la prima causa di morte e di invalidità: ancor più del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e persino della guerra. Questo dato sconvolgente, proveniente da una ricerca della Harvard University, apre il rapporto sulla violenza contro le donne nel mondo diffuso in questi giorni dal "Panos Institute" di Londra, un'organizzazione non governativa che si occupa di problemi globali e dello sviluppo. Il rapporto, preparato per l'apertura di una sessione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile, raccoglie studi e ricerche sul problema della violenza sulle donne effettuati in ogni parte del pianeta da organismi e istituti nazionali e internazionali. Dalle sue pagine, emerge la drammatica fotografia di una realtà che non risparmia nessuna nazione e nessun continente.

Le ricerche compiute negli ultimi dieci anni sono concordi: la violenza contro le donne è endemica, nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo. E non conosce differenze sociali o culturali: le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi e a tutti i ceti economici. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, almeno una donna su cinque ha subito abusi fisici o sessuali da parte di un uomo nel corso della sua vita. E, come si può verificare anche solo aprendo le pagine di cronaca dei quotidiani, il rischio maggiore sono i familiari, mariti e padri, seguiti a ruota dagli amici: vicini di casa, conoscenti stretti e colleghi di lavoro o di studio.»
(Claudia Di Giorgio, La Repubblica)
amnesty



Postato alle 18:45 di mercoledì, 31 ottobre 2007 da dalloway66
permalink commenti (42)
Commenti
#1   31 Ottobre 2007 - 19:05
 
Chapeau!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente anneheche

#2   31 Ottobre 2007 - 19:26
 
A volte, leggendo qua e là, studiando la storia, sbirciando notizie, mi domando: cosa è cambiato dal Medio Evo ad oggi? Che ne fa la differenza? Sarà solo tecnologica? Sarà solo perché oggi abbiamo il p.c. e in quei tempi forse neanche un pennino per scrivere?
Poi mi accorgo che i sentimenti, qualunque questi siano, sono gli stessi: amore, odio, rancore, violenza, insomma l'essere umano è cambiato davvero poco, non riesce a dominarli, né a dominarsi.

Felicità

Rino, triste per i fatti.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente babilonia61

#3   31 Ottobre 2007 - 21:45
 
hai descritto con chiarezza lo stato d'animo di chi ha amato ed improvvisamente si sente odiato, ripudiato.
Se l'odio sfocia nella violenza (fisica o psichica non fa differenza) vuol dire che non c'è etica che tenga, siamo allo stato brado dove l'istinto di sopravvivenza ci spinge contro il nostro simile.
Però odio e violenza sono la negazione della ragione.
Oggi ancora una volta la violenza è stata usata.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente newwhitebear

#4   31 Ottobre 2007 - 22:05
 


A.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente aglajaGE

#5   31 Ottobre 2007 - 23:12
 
intenso il tuo post.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente leptotene

#6   31 Ottobre 2007 - 23:54
 
Ciao, Miss. Tu sai che io so perché scrivi quel che scrivi. Ricorda il mio primo commento. Però ricordati anche che dietro questi paraventi ci sono esseri umani, e in tanti casi non aspettano altro che essere d'aiuto a persone come te, intelligenti, sensibili, coraggiose. Anch'io conosco la violenza. Un bacio,

Gioacchino
utente anonimo

#7   01 Novembre 2007 - 00:08
 
Dalloway, grazie per quello che scrivi e per come lo hai scritto.
Non ti dico altro perché fa male.
Vedo che in questi giorni molte ne avete parlato nei vostri blog.
io l'ho fatto diverso tempo fa, mentre nella vita lo sto facendo da anni.


Non credo che l'amore si trasformi in violenza, credo piuttosto che il possesso generi violenza. E per molte persone, amare è sinonimo di possedere.

Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente biancac

#8   01 Novembre 2007 - 08:48
 
Questa fotografia della realtà, nel fondamento è giusta. Metterei in evidenza che l'umanità (la violenza è anche all'inverso-maggiormente come dici tu) non è ancora uscita(semmai uscirà!) dallo stato animalesco-senza coscienza-, la quale sarà difficile raggiungere. Non per far citazioni, Lenin diceva:"nella famiglia, l'uomo è la borghesia, la donna è il proletariato!" Il comunismo, non quello realizzato, quello ideale-non ancora attuato-avrebbe(il dubbio è duopo) il compito di liberare l'umanità in senso lato. Come, rendendo tutti liberi da vincoli quali:Eliminazione dello stato, lavoro libero e creativo, eliminazione delle frontiere, esclusione del razzismo come dato negativo, eliminazione del danaro, etc. Non utopia, ma percorso-sociale-scientifico, basato sui diritti universali, oggi sono solo declamati. Comunque, brava, sono col tuo punto di vista. Ciao.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SaR

#9   01 Novembre 2007 - 08:53
 
Si legga al punto:..."come, rendendo tutti liberi: eliminando lo stato, facendo il lavoro creativo...!" ETC. Ciao e scusa ho sbagliato a scrivere. Un abbraccio fraterno.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SaR

#10   01 Novembre 2007 - 08:54
 
Ale, un bacio

Rino, è proprio così, purtroppo, ci sono aspetti che mutano l'abito, ma non la sostanza.
un abbraccio

Newwhite, io sono una cultrice della ragione, ma quando si subisce violenza tutti giorni, scattano dei meccanismi incomprensibili. Tra l'altro con i picchiatori incalliti o con i picchiatori ubriaconi non è che puoi dissertare... o li picchi a tua volta, o te ne vai o li subisci.
un abbraccio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dalloway66

#11   01 Novembre 2007 - 09:09
 
Agly, infatti l'amore non c'entra.
bacio

Leptotene, grazie, un saluto a te.

Gioacchino, (sai cosa penso di te) parlare con persone sensibili e intense come te è sempre arricchente e gratificante. A volte anche una sola parola può sanare ferite profonde.
un bacio

Bianca, di tanto in tanto ne riparlo perché anche l'oblio può diventare una forma di violenza.
Molte donne scambiano il desiderio del possesso per amore, ma chi picchia non sa manco dove sta di casa l'amore. In fondo è lui che si autoviolenta impedendosi di elevarsi al livello di una forma umana. Alla donna che lo ha amato rimangono però i lividi indelebili, sul corpo e dentro l'anima.
baci
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dalloway66

#12   01 Novembre 2007 - 09:15
 
SaR è sempre bello per me notare la passione che ti anima, la passione per una libertà, soprattutto interiore, che dovrebbe animarci tutti e nella quale tu credi sinceramente. Purtroppo, come sai, io non credo nell'uomo e ciò che mi balza sempre sotto gli occhi è proprio il degrado che ci accomuna, mentre gli eroi rimangono sempre poche voci fuori dal coro (e presto zittite).
un abbraccio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dalloway66

#13   01 Novembre 2007 - 09:59
 
Tutto questo è generato dall'ignoranza e dal fatto che pochi, pochissimi non vogliono uscire da una condizione inaccettabile di prevaricazione.
Troppo poco, per le donne.
Troppi uomini deboli e insignificanti.
Daniele
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente macca

#14   01 Novembre 2007 - 10:47
 
Sublime...come sempre, ormai non mi meraviglio più.
A volte mi vergogno così tanto d'essere un uomo. Senza remore o vergogna ammetto di essere maschilista, all'antica, ma non per questo misogino, non per questo mi macchio di simili nefandezze.
Un abbraccio a tutte coloro che sono state vittime di queste atrocità :*
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ram87

#15   01 Novembre 2007 - 11:35
 
l'amore certe volte è solo un pretesto per manifestarsi per quello che si è: infami, deboli, biechi, spregevoli. Chi colpisce non ama. Chi ama protegge. Chi ama fa scudo. A scapito della propria incolumità fisica e mentale.
Ma in questi rapporti malati l'amore (da una parte sola) diventa colpevole. Perchè chi subisce, chi tace, chi avalla anche con molta sofferenza questo atteggiamento non si rende conto che non agisce secondo i dettami dell'amore ma secondo quelli dell'assoggettamento che è ben altro, causando una cronicizzazione del problema. Perchè condannare un giudice stolto ed ignorante che concede attenuanti razziali e non condannare la vittima che cronicizza un comportamento che andrebbe stroncato al momento?
Questo argomento ha aspetti introversi ed inquietanti, però una volta ho parlato con una donna che soffriva per questo, alla fine mi ha detto: "E' l'unico modo che ha per farmi comprendere quando tiene a me. Poi gli passa e tutto ritorna meraviglioso". So che non tutte le donne la pensano così, molto lasciano i compagni, altre fuggono, altre muoiono....altre ancora perdono ogni fiducia nell'amore. Perchè ogni colpo inferto è la negazione stessa di ogni sentimento benevolo. Ogni colpo inferto è un urlo di odio efferato.
Grazie tesoro per le riflessioni alle quali ci accompagni.
un bacio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente arietta

#16   01 Novembre 2007 - 11:38
 
Mi è scappata un d al posto di una t...non sono ignorante....sono terrrrrrrona.
ribacio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente arietta

#17   01 Novembre 2007 - 12:14
 
Daniele, sì, certo, l'ignoranza panacea di tutti i mali, quasi giustificazione per ogni prevaricazione... ma non siamo esseri pensanti? La ragione, in alcune situazioni, dovrebbe prevalere sull'istinto, sempre. Ma come sappiamo non è così che funziona.
saluti

Ram, grazie.
Sono sicura che il tuo maschilismo si palesa in una forma di cavalleria, portare i fiori alla tua ragazza, pagare sempre tu al ristorante, aprirle lo sportello della macchina... in fondo tutte cose piacevoli. I picchiatori non sono 'uomini' o maschilisti, sono frustrati picchiatori.
un bacio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dalloway66

#18   01 Novembre 2007 - 12:38
 
Ari, il tuo commento solleva molte questioni. Mi sento incline ad avallare la tua riflessione a proposito della cronicizzazione del problema se non si reagisce. Eppure penso anche che a volte ci sono forze irrazionali che ci sovrastano e ci rendono incapaci di reagire. E' un po' come se la 'vittima' attirasse a sé il 'carnefice', come si se sentisse in colpa per qualcosa. E poi c'è la famosa Sindrome di Stoccolma... insomma il discorso è lunghissimo.
In merito al fatto di cronaca, la poveretta l'aveva mollato eccome, ma lui l'ha tenuta segregata per giorni, dimostrandole tutto il suo amore. Ecco perché è ancora più sconcertante la sentenza...
La testimonianza che porti tu, quella della donna che giustifica le botte con il troppo amore, è invece l'aspetto più grave e in questi casi non c'è aiuto che tenga e forse i due protagonisti sono quasi allo stesso livello...

baci alla mia terrrrona preferita
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dalloway66

#19   01 Novembre 2007 - 14:10
 
Non ci può essere amore senza rispetto. E per rispetto non intendo solo quello verso le persone dell'altro sesso, ma verso tutti: esseri viventi e non.
Cara amica hai messo il dito in una piaga profonda che stenta a rimarginare, una piaga tipica degli umani che non posso nè voglio accomunare in questo alle bestie senza offenderne la specifica natura.
Violenza alle donne, ai bambini, agli animali, alla natura, al patrimonio...
gradini di una stessa scala che hanno un denominatore comune: assenza di amore. Perchè non si viola nel corpo e nell'anima chi e ciò che si ama: è contronatura.
Rimedi?
Uno solo: imparare l'amore, insegnarlo e diffonderlo. Senza parole, senza frasi retoriche, ma solo con l'esempio. Anche la goccia pian piano scava la roccia.
Un bacio cara sensibile amica.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente chirieleison

#20   01 Novembre 2007 - 15:11
 
Carissima, scrivi cose che condivido pienamente. Oggi le pagine della Stampa dedicavano tre pagine alla violenza subita da un daonna da parte di un rom, ma quante volte c'è tutto questo spazio quando la violenza viene da parte della famiglia stessa... Le tue parole sull'amore sono bellissime. L'amore è ascolto, apertura all'altro... molto spesso è invece visto come puro possesso dell'altro. Un caro saluto e un abbraccio, Giulia
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giuba47

#21   01 Novembre 2007 - 16:51
 
La violenza va sempre condannata, figuriamoci quella sulle donne e sui bambini. Come si può dire ti amo, quando ci sono le percosse? La donna non deve mai tollerare e accettare, nella speranza che l'uomo cambi. Deve subito fuggire e denunciare. Sei civilissima a trattare questi problemi. Un abbraccio.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ubaldoriccobono

#22   01 Novembre 2007 - 19:28
 
sottoscrivo il commento #15.

e..
penso che scappare certe volte sia piu difficile che rimanere, nelle situazioni.

Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente fiamma8

#23   01 Novembre 2007 - 20:12
 
Chirie, parli di cose molto importanti, una è il concetto di rispetto, ma quei soggetti non hanno rispetto neanche per se stessi, figuriamoci per gli altri e sono totalmente privi dell'idea di dignità.
Imparare l'amore, bellissimo, difficilissimo.
un bacio

Giulia, sai bene anche tu che la maggior parte delle violenze avviene proprio tra le mura domestiche o comunque la si riceve da coloro che ci stanno accanto. E' la cosa più terribile essere violati dalle persone che amiamo o che abbiamo amato.
Grazie e un bacio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dalloway66

#24   01 Novembre 2007 - 20:20
 
Ubaldo, come ho già detto, sono anch'io del parere che non bisogna mai tacere, però non me la sento di puntare il dito contro chi ha paura o è debole, non so, credo che in certe situazioni bisogna trovarsi per poterle comprendere in tutte le sfaccettature. Piuttosto che sottolineare che le donne non devono tollerare, puntiamo il dito contro chi violenta. Cosa si fa per prevenire? credo un bel niente, perché in Italia prima ti devono ammazzare o picchiare selvaggiamente e poi si può intervenire...
un abbraccio

Fiamma, i commenti di Ari li sottoscrivo tutti anch'io!
Hai detto una cosa che penso pure io, scappare a volte è estremamente difficile.
un bacio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dalloway66

#25   01 Novembre 2007 - 20:46
 
Credo che le attenuanti sulle origini etnico-culturali di un imputato possano assumere un valore diverso agli occhi dei giuristi, se fra questi vi dovesse essere un'alta percentuale femminile. Quanto è accaduto in Germania è offensivo per chi appartiene ad origini etnico-culturali ritenute, evidentemente, inferiori rispetto a quelle di altre popolazioni europee. Capisco la tua indignazione, Maria... (figurati quanto fa incavolare me!). Vai a dirlo ai Sardi qual è per loro il quadro dell'uomo e della donna... E' una violenza contro un popolo, dovuta anche ad ignoranza, che si aggiunge alla violenza subita dalla donna. Lo stupro e le violenze in genere, anche quelle psicologiche, non possono avere etnie.

Un bacio, carissima!
Rosalba
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente flash6155

#26   01 Novembre 2007 - 21:55
 
Concordo che bisogna puntare il dito su chi violenta e fare opera di prevenzione, studiando all'uopo provvedimenti ad hoc e assicurando più efficacia da parte dello Stato. Tuttavia, non sono del tuo stesso avviso, circa l'atteggiamento da seguire. Un segnale forte, da parte di chi subisce violenza, va dato e, a mio parere, la donna deve abbandonare chi le ha usato violenza. I casi concreti hanno dimostrato che la violenza non cessa, se non con la morte della donna che la subisce. Fare quindi la crocerossina non è un atteggiamento che paga, anzi dimostra cedimento e debolezza che generano nuova violenza. Siamo d'accordo comunque che è necessario alzare il livello di attenzione, offrendo strumenti adeguati per intervenire ad isolare i violenti, al di fuori dei procedimenti giudiziari.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ubaldoriccobono

#27   02 Novembre 2007 - 08:32
 
Cara Dallo..., pure io sarei tentato a non credere all'uomo, però mi rapporto con questo problema(antropologico?), come una mamma si rapporta(dovrebbe) ai propri figli, ovvero dargli un indirizzo positivo ed umano. Orbene, per chi come me ha letto(legge Marx!), prende questo insegnamento, la qual cosa è il divenire storico, il quale si discosta dal concetto(metafisico) del "credo" e si basa sul cambiamento in positivo(se lo vogliamo-coscienza), il quale cambiamento muta col mutare del segno di "classe" della società, tendendo a far emergere un uomo-nuovo! Che è proprio del pensiero Marxiano,in parte di Hegel, in altri termini di Kant, etc. Un abbraccio e ciao.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SaR

#28   02 Novembre 2007 - 09:25
 
Rosa, infatti è ciò che ho detto, gli stupratori non hanno nazionalità. Ciò che è successo in Germania la dice lunga su quanto siamo lontani da una qualsiasi soluzione e direi anche che invece di evoluzione siamo di fronte alla solita involuzione...
baci

Ubaldo, ma io sono d'accordo sul fatto che bisogna denunciare, ho detto solo che non voglio puntare il dito su chi non lo fa.
bacio

Salvatore, ciò che dici è bellissimo, ma io questo uomo-nuovo di cui parli proprio non lo vedo, ciò che vedo è il solito uomo-vecchio...
ti abbraccio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dalloway66

#29   02 Novembre 2007 - 12:30
 
Tutti i dati dell' O.M.S. sono decisamente allarmanti, e pare che questa tendenza non sia destinata adesaurirsi facilmente. A testimonianza del fatto che la violenza sulle donne è trasversale, non conosce etnie, lingue o fasce sociali, come fai notare tu. Finchè non si affronterà seriamente questo, finchè non si capirà che il rumeno è potenzialmente pericoloso quanto l'uomo in giacca e cravatta, si avranno sempre soluzioni deboli...e si continueranno a contare morti e ferite..
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Acrylic77

#30   02 Novembre 2007 - 15:44
 
A volte si pensa proprio di amarle quelle "persone" e si crede anche di poter essere amate solo in quel modo...poi si scopre che si può essere amate nel modo "vero" e si scopre l'amore! Non si può condannare chi non agisce, ci sono troppi meccanismi dietro, ma oddio quello che non farei a quelle carogne!!! Ti abbraccio Maria:*
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LadySackville

#31   02 Novembre 2007 - 19:30
 
Eppure, eppure.... parliamo un po' della PAURA? Avete idea di che cosa voglia dire avere PAURA?
La Paura fa tacere, subire, dimenticare, tremare, e poi tacere ancora e subire ancora. La Paura genera tanta Paura.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente biancac

#32   02 Novembre 2007 - 19:33
 
tratti un argomento sconvolgente, dalloway, che tocca donne di tutte le nazioni; mesi fa ho recensito "Picchiata" di un'autrice francese che - dopo anni di sevizie - è riuscita a sollevare la testa, liberandosi di un bruto e ritrovando affetto e serenità in un nuovo matrimonio; bacio, grazia*
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Gardenia

#33   02 Novembre 2007 - 20:14
 
Acrylic, mi pare che manchi anche la volontà per il cambiamento. Per adesso c'è la caccia al rumeno, come se il problema fosse quello. Come ho ripetuto incessantemente la maggior parte delle violenze si consuma in casa, dove non ci sono extracomunitari, ma padri, compagni, mariti...
un bacio

LadySSS, tenera ladyna, ci sono persone che l'amore non avranno mai la fortuna di conoscerlo, non per questo appunto devono essere anche umiliate... ma cosa possono fare due dark ladies sognatrici?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dalloway66

#34   02 Novembre 2007 - 20:19
 
Bianca, infatti è quello che penso anch'io, chi può avere piacere nell'essere picchiata e umiliata di continuo? chi non vorrebbe fuggire? o denunciare? ma spesso prevalgono pulsioni più forti, paura, vergogna, impotenza, annientamento di sé...

Grazia, credo sia davvero un caso raro quello di cui parli. Una donna violentata e che subisce anni di sevizie, anche se riesce a liberarsi del mostro, ha la vita sociale e sentimentale definitivamente compromessa.
un abbraccio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dalloway66

#35   02 Novembre 2007 - 20:25
 
Bisous, chou :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente anneheche

#36   02 Novembre 2007 - 21:15
 
che le donne che subiscono violenze trovino il coraggio di reagire, in qualche modo. altrimenti si rischia di diventare come una pentola a pressione, e non riuscire a gestire nessun conflitto. parole non a caso..
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FairySilviet

#37   02 Novembre 2007 - 21:16
 
..oh, mi son dimanticata di mandarti un abbraccio. e se un giorno mi riuscisse, anche un pò di magia.
fà bei sogni, mia cara
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FairySilviet

#38   03 Novembre 2007 - 08:46
 
Ale, baci a te

Sil, le soluzioni sono davvero difficili da trovare, ci vorrebbe una rete di collaborazioni e maggiore sensibilizzazione, solo per cominciare.
un bacione a te
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dalloway66

#39   03 Novembre 2007 - 09:32
 
Hai ragione, che sciocca! ma da sognatrice spero sempre che tutti abbiano una possibilità! Mi sembra sempre sia il naturale corso degli eventi, almeno sarebbe giusto!
Un bacio molto darksognatore;)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LadySackville

#40   03 Novembre 2007 - 15:44
 
Cara Dall,
sono arrivato tardi, ma non voglio perdere l' occasione di per unirmi anche io alla condanna di questo forma di barbarie antica e purtroppo ancora attuale. Nella mia ignoranza (perchè credo ci sia molta, troppa ignoranza al riguardo) a seguito di conversazioni con persone che ho incontrato, ho dovuto prendere atto che il fenomeno è molto più diffuso di quanto si pensi. Dietro l' apparenza della cosiddetta normalità si nascondono tragedie che continuano a consumarsi quotidianamente. Sono molto d' accordo anche con i commenti di Ubaldo ed Arietta: se è vero che il carnefice ha bisogno di una vittima, la vittima deve fare la sua parte per non diventare funzionale al carnefice.

Un abbraccio
Maurizio
utente anonimo

#41   03 Novembre 2007 - 20:53
 
LadyS, una speranza bisogna mantenerla sempre. un bacione

Maurizio, sicuramente il fenomeno è molto più diffuso di quanto non si sappia, su questo siamo d'accordo e anche sul resto, a parte che non smetterò mai di sottolineare che si tratta di situazioni talmente delicate che non sempre si riesce ad affrontarle, come dall'esterno sembrerebbe ovvio fare.
un abbraccio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dalloway66

#42   05 Novembre 2007 - 09:26
 
La violenza deve essere sempre mascherata da altro, amore, protezione, lo faccio per il tuo bene, tutti alibi pazzeschi, totalmente fuori da ogni ragione; ma talvolta la spirale della passività s'innesca perché subire la violenza è qualcosa d'inconcepibile e quindi si preferisce fingere di credere che i motivi siano altri, appunto quelli detti dal carnefice; piuttosto che ammettere di essere nelle mani di un pazzo. Ovviamente questo discorso non serve a giustificare, anzi, vorrebbe essere uno sprone alla compresione, un primo passo verso la rivolta.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mollymou

Commenti

Categorie: donne e violenza commenticommenti (42)

Chi sono

Commenti

Evoluzione della specie

Evoluzione della specie

Categorie

Archivio

visitatori

*loading*
anime

zodiac

Credits