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Lunedì o martedì
 
            woolf_vPigro e indifferente, scrollando via lo spazio dalle ali con disinvoltura, sicuro della sua direzione, l’airone passa sopra la chiesa, sotto il cielo. Bianco e lontano, assorto in se stesso, senza posa copre e scopre il cielo, si muove e resta. Un lago? Cancella le sue rive! Una montagna? Oh, perfetta – il sole è oro sulle sue pendici. Ora sparisce, ed ecco le felci, o piume bianche, per sempre, per sempre.
            Desiderare il vero, attenderlo, laboriosamente distillare poche parole, sempre desiderare – (si leva un grido a sinistra, un altro a destra. Ruote che tracciano strade divergenti. Omnibus che si ammassano in conflitto) – sempre desiderare – (l’orologio assicura con dodici colpi netti che è mezzogiorno; la luce sparge scaglie d’oro; i bambini sciamano) – sempre desiderare il vero. Rossa è la cupola; monete pendono dagli alberi; su dai comignoli si arrampica il fumo; abbaiare, vociare, un grido “ferro da vendere” – e la verità?
            Convergenti verso un punto piedi di uomini e piedi di donne, incrostati di nero o d’oro – (tempo nebbioso – Zucchero? No, grazie – la repubblica del futuro) – il caminetto lancia dardi di luce e arrossa la stanza, ma non le figure scure con i loro occhi lucenti, mentre fuori un carro scarica, Miss Thingummy beve un tè al suo tavolo e la vetrina protegge i mantelli di pelliccia.
            Ondeggiante, leggera come una foglia, ammucchiata negli angoli, soffiata tra le ruote, schizzata d’argento, a casa o non a casa, raccolta, sparsa, frantumata in singole scaglie, spazzata su, giù, strappata, affondata, radunata – e la verità?
            Ora accanto al fuoco ricordare sulla bianca tavola di marmo. Da abissi di avorio le parole sorgendo spargono la loro nerezza, sbocciano e penetrano. Caduto il libro; nella fiamma, nel fumo, nelle scintille improvvise – o viaggiando, la tavola di marmo sollevata in volo, e al di sotto minareti e mari dell’India, mentre lo spazio corre azzurro e le stelle splendono – la verità? O qui, nella prossimità appagante?
            Pigro e indifferente l’airone ritorna; il cielo vela le sue stelle; poi le scopre.
 
Questo breve racconto di Virginia Woolf fu inserito nella raccolta Monday or Tuesday, curata dall’autrice e pubblicata, nel 1921 dalla Hogarth Press, la casa editrice dei Woolf. In seguito venne inserito nella raccolta A Haunted House and Other Short Stories pubblicata postuma (1944) e curata da Leonard Woolf, che seguì le indicazioni suggerite da Virginia.woolf
La scoperta dell’inconscio da parte di Freud, con il suo attingere nel campo dei sogni, dei ricordi, dell’irrazionalità, influenzerà enormemente la letteratura del Novecento.
La tecnica del flusso di coscienza comporta la descrizione di una realtà interiore attraverso il continuo fluire di pensieri, ricordi, sensazioni, senza che si debba seguire necessariamente un filo logico. Ovviamente anche la struttura sintattica prevede notevoli variazioni rispetto alla narrazione classica. L’uso del monologo interiore esterna tale flusso di coscienza e il personaggio interseca le molteplici sensazioni che si accavallano dentro di sé, con una realtà esterna che le avvia.
Il breve racconto non si avvale di alcuna tecnica narrativa classica, ma fa uso esclusivo proprio del flusso di coscienza. Del personaggio non si sa nulla, non c’è una descrizione fisica, non si sa se sia uomo o donna. Possiamo immaginare che si trovi in prossimità di una finestra, intento a leggere. Sollevando lo sguardo vede volare un airone. L’immagine dell’airone dà il via al flusso di coscienza. I pensieri si susseguono misti alle immagini recepite dalla vista. Il tempo reale (l’orologio assicura con dodici colpi netti che è mezzogiorno) si contrappone all’atemporalità dei pensieri. Dalla strada arrivano voci, suoni, rumori (abbaiare, vociare, un grido “ferro da vendere”); dalla finestra si vede Miss Thingummy intenta a bere il tè, mentre lo sguardo si perde dietro a una foglia sollevata dal movimento d’aria provocato dalle ruote. L’interrogazione interiore parte dal “desiderio del vero” per continuare con una domanda che si ripete: e la verità? Poi i ricordi scavano ancora più in profondità, il tempo si annulla, come la realtà esterna. E il passaggio dell’airone chiude il rincorrersi di pensieri che aveva aperto.
E la verità?



Postato alle 20:32 di venerdì, 06 luglio 2007 da dalloway66
permalink commenti (35)
Commenti
#1   06 Luglio 2007 - 20:38
 
Il flusso di coscienza...l'Ulisse...certo occorre essere dei grandi talenti per esprimere e suscitare sentimenti ed emozioni, senza scadere nella masturbazione mentale.
Bacio :)
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#2   06 Luglio 2007 - 20:46
 
E la verità?
Anche i sogni fanno parte della nostra realtà interiore, forse quella più vera.

Bentornata, Maria, finalmente!
Un bacione,
Rosalba
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#3   07 Luglio 2007 - 09:34
 
...sempre fantasticamente eterna la nostra Woolf.

Felicità

Rino, leggendo e rileggendo.
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#4   07 Luglio 2007 - 10:14
 
Se lo scrittore fosse un uomo libero e non uno schiavo


La verità è che i casi della vita non seguono un schema determinato, ma vengono interpretati dalla nostra mente in modo soggettivo e vissuti dall'inconscio, da ciò che può apparire irrazionale e che si confronta con la stessa sostanza dei sogni.
La trasgressione delle regole classiche del romanzo e l'abbattimento dei fondamenti del romanzo tradizionale, in cui era possibile individuare il personaggio, l'intreccio, il rapporto tra narratore e fatti narrati consente il fluire rapido degli stati dell'inconscio, in cui i fatti esterni alla mente umana fanno solo da cornice. Le sensazioni, i pensieri, le emozioni possono così scorrere liberamente percorrendo un confine tra conscio e inconscio, senza seguire un filo logico o spazio-temporale, così come si susseguono gli avvenimenti della vita. Non esistono più casi rilevanti e irrilevanti, ma solo fatti soggettivi della mente che Virginia Woolf cerca di catturare.
In un brano, tratto dal saggio "La narrativa moderna" e inserito nella raccolta "Il lettore comune", espone i motivi della sua scelta di frattura degli schemi classici della narrazione.


“Esaminate per un momento una mente qualsiasi in un giorno qualsiasi. Riceve una miriade di impressioni -banali, fantastiche, evanescenti o incise con l’acutezza di una punta d’acciaio- che piovono da ogni parte, come un diluvio incessante di atomi; e mentre cadono, mentre assumono la forma di vita del lunedì o del martedì, l’accento si posa in modo sempre differente; il momento essenziale non si è verificato qui, ma lì. Col risultato che se lo scrittore fosse un uomo libero e non uno schiavo, se potesse scrivere quel che vuole e non quel che deve, se potesse basare la sua opera su quel che sente e non sulle convenzioni, non ci sarebbe intreccio, non ci sarebbe commedia, tragedia, storia d’amore o catastrofe nel consueto stile e nemmeno forse un solo bottone attaccato come decretano i sarti di Bond Street. La vita non è una serie di lanterne disposte in modo simmetrico; la vita è un alone luminoso, un involucro trasparente che ci avviluppa da quando cominciamo ad aver coscienza fino alla fine. Non è forse compito del romanziere trasmettere questo spirito mutevole, sconosciuto e irriducibile, senza preoccuparsi di eventuali sue aberrazioni o complessità, contaminandolo il meno possibile con quanto gli è estraneo, esterno? Non si vuole qui solo sostenere la causa del coraggio e della sincerità, ma suggerire che il vero materiale del romanzo è un po’ diverso da quanto l’abitudine vorrebbe farci credere.”


Dalloway66, un bacione, scusa se mi sono dilungata troppo.
Rosalba
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#5   07 Luglio 2007 - 10:29
 
è il primo che leggo tutto.
forse per conosco il flusso di coscienza.

la verità non esiste.
ognuno ha la sua.

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#6   07 Luglio 2007 - 11:14
 
Virginia Woolf: la più importante scrittrice del 900? Le classifiche sono sempre difficili e a volte inutili. Le meraviglie che ci ha lasciato sono tante, dalla letteratura alla sua vita. La sua vita pubblica è stata impegnata nel sociale, nella condizione della donna e dei più deboli. La sua prosa è stata splendidamente descritta da Dalloway, che come tutti sapete è il nome della protagonista di un romanzo della Woolf, "Mrs Dalloway" appunto. Lo Stream of consciousness non è solo una tecnica narrativa per la Woolf, è la sua visione del mondo, della vita. Il suo flusso di coscienza è diverso da quello di Joyce dell'Ulisse (la Woolf, dopo aver letto l'Ulisse, disse che era un libraccio), la scrittrice si muove tra la prima e la terza persona, l'autore onniscente c'è ma si nasconde, creando un flusso di coscienza del verbale e non verbale. Altro caposaldo della sua letteratura sono i "moments of being" ovvero quegli attimi dell'esistenza in cui il mondo pare rivelarci e noi al mondo.
"To the lighthouse" è uno dei miei romanzi preferiti: potrei scriverne per ore, ma quel tempo va impiegato per rileggerlo.
Dobbiamo solo ringraziare Virginia Woolf e con il ricordo e la lettura alleggerirla di quei sassi che si mise in tasca sulle rive del Ouse.
Un abbraccio gigantesco Dalloway.
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#7   07 Luglio 2007 - 12:31
 
Cara Ale, Virginia di talento ne aveva anche troppo (non la invidio, aveva un fardello così pesante da trasportare...). baci

Rino, dici bene, eterna. ti abbraccio

Rosalba, grazie per il prezioso contributo. Dilungati pure, sai che per la Woolf ho un trasporto incontenibile. un bacione

Fiamma, alcune verità esistono... purtroppo. Ma in linea teorica sono d'accordo con te. baci

Mrs Molly, sì, la Woolf ha lasciato decisamente tante meraviglie. Io la amo, la leggo e la rileggo e ne traggo sempre beneficio. To the lighthouse è il primo che ho letto mentre l'ultimo è stato "le onde", dove la sperimentazione mi sembra che tocchi l'apice. Ma il mio preferito rimane "Mrs Dalloway". grazie, un bacione
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#8   07 Luglio 2007 - 12:57
 
Qui siamo sull'argomento per eccellenza! Sai che il mio amore per Virginia è in completa armonia con il tuo...Che bello che sei tornata!
Un abbraccio, buon weekend, speriamo senza nuvole per entrambe;)
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#9   07 Luglio 2007 - 15:04
 
Perchè Virginia Woolf si rifugiò nei flussi interiori e nei momenti d'essere?
Se diamo una risposta aderente alle sue esperienze di vita nel contesto della particolare epoca in cui visse, apriamo la porta della sua stanza più segreta e accediamo al segreto della sua arte. Certo, ognuno di noi ha luogo segreto che difende da tutto e da tutti, ma la genialità è genialità, non tutti possono esprimersi al livello di Virginia, forse la migliore del novecento, in ogni caso nel suo genere inarrivabile. Un bacio, Maria. E a risentirci, tra due settimane.
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#10   07 Luglio 2007 - 16:32
 
PS Ho visto il film, interpretato da una grandissima Kidman.
Bacione :)
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#11   07 Luglio 2007 - 19:57
 
LadyS, è stata questa passione in comune che ci ha fatto conoscere. Spero che il tuo sia un ottimo w-e, il mio si preannuncia poco lieto. baci

Ciao Ubaldo, un genio, concordo. a presto

Ale, anche il libro di Cunningham dal quale è stato tratto il film è notevole. baci
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#12   08 Luglio 2007 - 11:15
 
Ah Signora Dalloway, attendevo questo post da te!
Virginia ha aperto le porte dell'anima per tutte le donne a venire, ha indicato una via percorribile per arrivare al nucleo del Sè e prenderne coscienza.
Non la ringrazieremo mai abbastanza per questo.
Un abbraccio mia cara e buona domenica
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#13   09 Luglio 2007 - 12:06
 
Sempre interessanti i tuoi post di letteratura!
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#14   09 Luglio 2007 - 15:47
 
che strano effetto, nel leggere questo post mi è tornata alla mente l'immagine lontana di una frase di Confucio, che un amico aveva appiccicato sul cruscotto della sua cinquecento mille anni fa "Tutto arriva per chi sa attendere". E' che personalmente preferisco muovermi io, ma è più facile trovare cose esatte, piuttosto che cose vere.
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#15   09 Luglio 2007 - 18:22
 
«Carissimo. Sono certa che sto impazzendo di nuovo. Sono certa che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. Comincio a sentire voci e non riesco a concentrarmi. Quindi, faccio quella che mi sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la più grande felicità possibile. Sei stato in ogni senso tutto quello che un uomo poteva essere. So che ti sto rovinando la vita. So che senza di me potresti lavorare e lo farai, lo so... Vedi non riesco neanche a scrivere degnamente queste righe... Voglio dirti che devo a te tutta la felicità della mia vita. Sei stato infinitamente paziente con me. E incredibilmente buono. Tutto mi ha abbandonata tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinare la tua vita. Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto lo siamo stati noi.»
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#16   11 Luglio 2007 - 00:13
 
Una grandissima donna la Woolf ed un grandissimo post il tuo , come sempre letteratura allo stato puro , ma molto ben assimilata ed interiorizzata dall'autrice (tu ) .

ci dai sempre grando spunti di riflessione , Dalloway , partendo dal flusso di coscienza per arrrivare alle dimensioni mentali di tempo (e spazio) .

incanti , e se riesci ad esprimere queste tue conoscenze ai tuoi allievi come lo fai nella tua casa virtuale , io ti giuro , rimpiango di non potere essere stata una tua allieva .

un bacino notturno
Linda
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#17   11 Luglio 2007 - 07:46
 
Chirie cara, con tutte le porte che mi ha aperto Virginia non sai che correnti d'aria. a volte rimpiango il tempo in cui non avevo coscienza di nulla...
baci

Luna, ti ringrazio

Yzma, che fortunato il tuo amico. io attendo attendo, ma ciò che mi arriva non è mai quello che voglio (penso che sia un male molto comune). e a volte, addirittura, preferisco che non mi arrivi proprio niente...
un bacio
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#18   11 Luglio 2007 - 07:53
 
Carissima Mrs Molly, le parole di Virginia prima di mettersi quei sassi in tasca...
spesso penso a che sofferenza insopportabile dovesse attanagliarla per compiere il suo gesto estremo con tanta lentezza. raggiungi il posto, scegli le pietre, mettile in tasca e avanza lentamente verso la morte. c'era tutto il tempo per ripensarci e anche lì, in acqua bastava un minimo di lotta per tornare alla vita. il genio è davvero una malattia in alcuni casi.

Linda, devo dire che in effetti ho un discreto successo con i miei alunni. ti ringrazio per le belle parole che mi regali sempre. se vuoi ti faccio un corso di aggiornamento (tu porti da bere!)
baci
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#19   11 Luglio 2007 - 13:58
 
già ricordo il film quello autobiografico ma anche di miss dalloway...

coem si chiama?

non the hour.

il film proprio dove siintreccia dalloway e però c'è il suicidio pure...

bò forse confondo
insomma ...

quello che dico io è quello in cui c'è la storia di dalloway.

ma credo anche quella di virginnia.

che ballano...ad un certo punto...
ballano...



ma mi ricordo i sassi.
non so perchè..
però erano lenti come dici tu
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#20   11 Luglio 2007 - 16:00
 
Vale, esiste anche il film Mrs Dalloway che è tratto dal libro della Woolf, The Hours parla del libro di Virginia e della sua vita e di altro ed è tratto da un libro di Cunningham. mi sa che li hai mescolati. un bacetto
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#21   11 Luglio 2007 - 16:17
 
chiamami FIAMMA, please!....

io dicevo quello di dalloway...
cheil tipo si suicida dal balcone con il cancello nero...

si mi sa che ho confuso.
mali ho visti entrambi.
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#22   12 Luglio 2007 - 08:32
 
Ogni verità, propria o altrui, è l’essenza della storia.
I racconti si snodano seguendo la verità di una propria esistenza, tutto il resto è solo infrastruttura.
Certe volte la verità di una sensazione, di un sentimento valica i confini precisi imposti dal narratore e approda in un terreno comune a tutti e la storia in questione diventa una storia per tutti e i sentimenti esposti sono sentimenti “patrimonio dell’umanità” come l’amore, la paura, la disperazione, l’attesa.
E Virginia ha saputo comunicare queste essenze con una sapienza mai conosciuta fino ad allora. Tracciava, arrabbiata, segni profondi sulla carta, bruciandosi le dita con i mozziconi delle sigarette. Perchè tra lei e la scrittura non c'era null'altro se non l'essenza di ciò che scriveva.
Quante cose ho imparato da te mia dolce Mrs Dalloway….
Bene, oggi è arrivato il momenti di vedere appunto “Mrs Dalloway”, il dvx che tu dolcezza mi hai regalato.
Un bacio
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#23   12 Luglio 2007 - 20:18
 
Fiamma, sì allora è Mrs Dalloway, quello con Vanessa Redgrave

Caffeina, la verità esiste unicamente come percezione personale, è soggettiva e non oggettiva. Chi vive per la verità mi sa che rimane costantemente deluso. Ma anche io che vivo di sogni, spesso mi chiedo dove sto andando. Per fortuna posso usare la scrittura per curarmi e la chance di incontrare persone come te, per continuare a sperare. un bacio
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#24   12 Luglio 2007 - 20:39
 
A volte le verità sognate sono molto piu' reali di qualsiasi realtà...ci sono sogni che sfidano realtà apparentemente invincibili...e le distruggono...piano piano...come se quelle realta' non fossero che intervalli...tra cio che alimenta il sogno e la nostra capacità di sognare...Come dice Vecchioni ''Niente è piu' reale del sogno''...Qualsiasi amore prima di avere qualsiasi forma di realtà è un amore sognato...quando non lo si sogna piu' finisce...
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#25   13 Luglio 2007 - 21:19
 
Carissima Dalloway, mi è venuto in mente il giorno in cui mi dicesti che nessuno ti augura mai la buonanotte con una poesia. Ora ci provo, ne ho creato una appositamente per te, tutta per te e te la dedico augurandoti una piacevolissima notte anche con un’immagine: sotto la rete strappata c’è la Notte stellata di Van Ghog.






Le ombre della realtà


Scorrono i sogni nella caverna della sera,
ombre platoniche di una realtà
che ognuno spera.


Giungono senza documenti e prenotazione
nell'albergo della tua mente,
loro futura prigione.


Ostello che di sottile rete li proteggerà
con vincoli di vano acciaio,
sordo ai gemiti di libertà.


Urlano, si dimenano, invocano che siano recisi
i legami che lasciano nell'anima
segni incisi.


Stanotte non ci sarà più rete che li attanaglia,
verrò mentre dolcemente dormi
e aprirò una maglia
per liberare i tuoi sogni.


Tu, però, fai che durino l'indomani.


Un bacione,
Rosalba
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#26   13 Luglio 2007 - 21:30
 


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#27   14 Luglio 2007 - 17:04
 
Quellochemanca, mi colpisce ciò che dici e mi piacerebbe, in questo momento, poterci credere, ma i sogni rimangono spesso sogni, anche se qualcuno riesce a realizzarli, non perché ci crede, ma perché le cose vanno come devono andare e capita a volte che la realtà inciampi nei sogni di qualcuno.
un saluto e grazie. scusate per il mio periodo proustiano chilometrico.

Rosalba, ti ringrazio per le belle parole e per il dolcissimo pensiero. un bacione
(i sogni liberati se ne sono andati in giro ad illudere qualcun altro...)
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#28   14 Luglio 2007 - 18:14
 
C'è un pizzico di malinconia ultimamente, o sbaglio?! Un abbraccio un pochino ti consola?!
Buon weekend e questo promettimi che lo passi serena...
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#29   15 Luglio 2007 - 17:13
 
Non sbagli carissima LadyS. un abbraccio fa sempre piacere. io ti mando un bacio
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#30   19 Luglio 2007 - 22:00
 
Leggo ora il tuo blog, finalmente aggiornato.

Due post chiari ed intriganti come sempre (anche se prediligo per stile e temi Virginia a Rafael).

Sento di tue malinconie: ti mando una carezza virtuale.

Aglaja
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#31   20 Luglio 2007 - 08:01
 
Aglaja, anch'io prediligo Virginia, ma le poesie di Alberti mi hanno colpita, e mi faceva piacere scriverci su. Grazie per il passaggio. un abbraccio
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#32   01 Agosto 2007 - 15:20
 
ciao, passo spesso e volentieri di qua. un pò di cose interessanti e piacevoli in mezzo ad un mare di banalità.
To the lighthouse,lo leggerò. periodo di ozi e di relax mentale. spero arrivino per te nuovi sogni su cui camminare leggera senza inciampare. lo spero anche per me, in verità.
un abbraccio, sil
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#33   11 Agosto 2007 - 12:00
 
Buon weekend Dalloway, spero tu torni presto a scrivere qualche bellissimo post dei tuoi...confesso: mi mancano!...un bacio
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#34   20 Novembre 2007 - 13:59
 
A me piace avere una stanza tutta per me! da condividere con i libri, la penna, il foglio, e talvolta il computer...

Laura Curino, grande interprete teatrale ci ha regalato una splendida interpretazione di "una stanza tutta per sé". Grazie Laura!!!
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#35   06 Gennaio 2008 - 21:09
 
I PAPI DEL XVII SECOLO.

[..] Seguiamo il cammino iniziato precedentemente, per continuare a divagare sui papi. Stavolta ci troviamo nel 1600, epoca caratterizzata da monarchie assolutiste e da scoperte scientifiche importanti. Ricordiamo Galileo Galilei, Leibnitz, Cartesio, Newton [..]
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