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Marguerite Duras e la voce delle parole
 
Cabourg
Era all’estremità della grande diga di Cabourg verso il porto degli yacht. Sulla spiaggia il bambino faceva volare un aquilone cinese come nell’ÉTÉ ’80. Quel bambino stava fermo dov’era, sempre nello stesso posto. Intorno a lui altri bambini giocavano a pallone. Eravamo piuttosto lontani, sulla terrazza. C’era vento e stava scendendo la sera. Il bambino era sempre fermo, tanto che la sua immobilità ci è sembrata dapprima insopportabile, poi dolorosa. A forza di scrutare, di scrutarlo, di osservare a fondo la sua immagine abbiamo visto di che cosa si trattava. Il bambino aveva tutte e due le gambe paralizzate, magre come stecchi. Qualcuno doveva certo passare a riprenderlo. Già altri bambini se ne stavano andando. Il bambino continuava a giocare con l’aquilone. Qualche volta si dice mi ammazzo, e poi si continua a scrivere. Qualcuno è probabilmente venuto a riprendere il bambino prima che facesse notte. L’aquilone in cielo segnalava il punto in cui si trovava, non ci si poteva sbagliare. (Marguerite Duras, La vita materiale)
 
DurasI libri di Marguerite Duras sono tutti affascinanti. Quel suo modo di scrivere così crudo, senza fronzoli, essenziale, arriva come un pugno doloroso e crudele. In particolare l’uso prevalente del dialogo (diretto e indiretto), elimina l’onniscienza del narratore, per lasciare spazio ai personaggi, alla loro voce interiore, privilegiando i territori della memoria, dell’odio, dell’amore, della morte, del desiderio, della violenza. E insieme all’autorità, il dialogo distrugge anche ogni sicurezza, fa sentire la necessità della parola comunicativa, ma si muove sul terreno dell’incertezza e delle contraddizioni irrisolte.
Jean-Louis Arnaud ha detto: «Duras ne maîtrise qu'une seule chose : l'écriture et ce « bruit » très particulier que font les mots lorsqu'elle les assemble. N'est-ce pas déjà beaucoup ? Tout ce qu'elle sent, elle l'écrit en enfilant les syllabes comme un artiste des perles. C'est avec l'oreille, plus encore qu'avec les yeux, qu'il faut lire ses livres ou voir ses films.»(Duras domina soltanto una cosa : la scrittura e quel « rumore » molto particolare che fanno le parole quando lei le riunisce. Non è già abbastanza? Tutto ciò che sente, lo scrive, infilando le sillabe come un artista le perle. È con l’orecchio, più ancora che con gli occhi, che bisogna leggere i suoi libri o vedere i suoi film.)ecriture
La scrittura della Duras è infatti anche musica, grazie alle ripetizioni, alle pause, e al sapiente uso delle parole che compongono melodie in prosa. I suoi libri si possono leggere o ascoltare. "S’il n'y a pas la musique dans les livres, Il n'y a pas de livres" (se non c’è la musica nei libri, i libri non esistono.) dice Marguerite Duras.
 
La natura provocatrice di questa scrittrice l’ha sempre posta al centro di numerose polemiche, fra chi la ama e chi la odia, chi la incensa e chi la biasima. La Duras si è dedicata a molti generi, oltre ai romanzi, ha anche scritto per il teatro e per il cinema e si è occupata di giornalismo.
L’infanzia dell’autrice certamente ha influenzato gli aspetti più crudi della sua arte. La mancanza d’amore da parte della madre, il sapere di non essere stata desiderata l’hanno incattivita e inevitabilmente condotta lungo la strada della solitudine, impossibilitata a nutrire fiducia nel prossimo. E proprio la madre è una figura centrale nella sua opera, quasi a volere riscattare la sua assenza, la invoca, cercando, attraverso la scrittura, la sua approvazione, il suo amore. Ma è un sentimento altalenante perché pur amandola, la detesta, la rispetta e la denigra.
 
«Nelle sue crisi mi si butta addosso, mi rinchiude in camera, mi dà pugni, schiaffi, mi spoglia, mi si avvicina, mi annusa, annusa la biancheria, dice di sentire l’odore dell’uomo cinese, guarda perfino se c’è qualche macchia sospetta e urla, da farsi sentire in tutta la città, che sua figlia è una prostituta, che lei la sbatterà fuori di casa, che vorrebbe vederla crepare, che nessuno la vorrà più, che è disonorata, che è peggio di una cagna. Piange chiedendosi che cosa può farne, se non cacciarla di casa perché non appesti tutto.» (Marguerite Duras, L’amante)
 
duras3La Duras non si è mai nascosta dietro alcuno schermo, ha sempre fatto affidamento sulla sua forte personalità e libertà d’azione e di pensiero, anche vivendo la sua sessualità totalmente, senza seguire i limiti imposti dalla moralità borghese, cosa che all’epoca era ancora poco comune per una donna. E la donna ha infatti un ruolo fondamentale nei suoi romanzi, e anche gli uomini mostrano chiaramente i loro lati femminili, carichi di fragilità e sentimenti contraddittori, lo stereotipo del maschio che esalta la propria virilità, non esiste nei suoi libri.
 
«Ho dimenticato le parole per dirtelo. Le sapevo e le ho dimenticate, e ora ti parlo nell’oblio di quelle parole. Contrariamente a tutte le apparenze non sono una donna che si abbandona corpo e anima all’amore di un solo essere, fosse pure colui che le è più caro al mondo. Sono una persona infedele. Vorrei tanto ricordare le parole che avevo messo da parte per dirti questo. Ma ecco che qualcuna mi torna in mente. Volevo dirti quello che penso, e cioè che bisogna sempre conservare per se stessi, ecco che ritrovo le parole, un posto, una sorta di luogo personale, sì, per esservi soli e per amare. Per amare non si sa cosa, né chi, né come, né per quanto tempo. Per amare, ecco che all’improvviso tutte le parole mi ritornano in mente… per conservare dentro di sé lo spazio di un’attesa, non si sa mai, l’attesa di un amore, di un amore forse ancora senza oggetto, ma di questo e solo di questo, dell’amore. Volevo dirti che eri questa attesa. Sei diventato, tu solo, l’aspetto esteriore della mia vita, quello che io non vedo mai, e resterai così, in questo stato di sconosciuto da me quale sei diventato, fino alla mia morte. Non rispondermi mai. Non conservare alcuna speranza di vedermi, te ne prego. Emily L.» (Marguerite Duras, Emily L.)
 
Difficile separare la vita dalla scrittura, nella Duras, entrambe si fondono per realizzare una costruzione che oltrepassa i confini della letteratura per insinuarsi nella vita di tutti noi. Per alcuni la scrittura è una necessità, per tutti la difficoltà sta nel dolore, nel terrore del ‘dire’, la parola che svela, che ci rivela al mondo e a noi stessi è paura della verità, della scoperta di ciò che si è o che non si è.duras2
 
«La storia della mia vita non esiste. Proprio non esiste. Non c’è mai un centro, non c’è un percorso, una linea. Ci sono vaste zone dove sembra che ci fosse qualcuno, ma non è vero, non c’era nessuno.» (Marguerite Duras, L’amante)



Postato alle 09:04 di domenica, 10 giugno 2007 da dalloway66
permalink commenti (48)
Commenti
#1   10 Giugno 2007 - 09:38
 
Come sempre, un post ineccepibile, scritto benissimo e ricco di insegnamenti. Mi piace molto il "taglio" ad un tempo colto e assolutamente fruibile che sai conferire ai tuoi scritti. Buona domenica, carissima!
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#2   10 Giugno 2007 - 10:10
 
Qualche mese fa ho letto "un barrage contre le pacifique" ma avevo già letto altro, (moderato cantabile, le square) e credo che sia fra i suoi libri migliori. Splendido, splendidi personaggi, splendida ambientazione, splendida storia.

L'anno scorso ho anche visto da vicino l'albergo sulla spiaggia dove ha vissuto i suoi ultimi anni e non solo lei...

L’hôtel des Roches noires.

Les femmes ont le coup de foudre lorsqu’il s’agit de prendre racine dans la terre de cette côte normande.

En 1958, Françoise Sagan achète en quelques heures le manoir du Breuil à Équemauville au-dessus de Honfleur. En 1963, à douze kilomètres de là, Marguerite Duras n’a besoin également que d’une poignée d’heures pour acquérir l’appartement 105, au premier étage de l’hôtel des Roches noires où Proust a séjourné soixante-dix ans plus tôt.

Che emozione!!!
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#3   10 Giugno 2007 - 10:19
 
Mi piace la Duras, la sua scrittura, le sue idee un tanto rivoluzionarie, il modo di filosofare pratico, anche se spesso si lascia andare con i sogni.
Mi piacciono anche i suoi dialoghi, secchi, reali, veri, pragmatici.
Mi piace la musicalità della sua prosa, scorrevole, lieta, facile...come note wagneriane....

Felicità

Rino, leggendo.
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#4   10 Giugno 2007 - 10:33
 
Sinceramente ho letto solo L'Amante e l'avevo trovato un libro di superba scrittura.
Bel post come sempre, stimolo femminile sul femminile...
;-)
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#5   10 Giugno 2007 - 10:33
 
Il primo libro della Duras che ho letto è stato "l'amante". Una cosa mi ha colpito in questa autrice, la capacità di comunicare il silenzio. I suoi silenzi sono carichi del rumore delle parole che al momento giacciono inerti, preparandosi ad esplodere un attimo dopo.
Il passo che hai riportato del libro, L'amante appunto, lo ricordavo. Non lo ho mai dimenticato perchè non mi spiegavo come una donna che avesse sopportato questo non fosse poi stata solo piena di rabbia e di odio. Lei ha avuto invece l'abilità costruttiva di trasformare tale durezza in pagine meravigliose.
Anche l'ultimo momento di questo post è rimasto inciso dentro di me.
Credo che un autore non possa desiderare altro, ovvero rendere le proprie esperienze universali in milioni di immagini di rimando....quel credo che ci fosse qualcuno, invece non c'era nessuno mi appartiene e forse appartiene anche a te...
Maria, non dico null'altro, lascio che siano le tue parole (e le sue) a riempirmi.
Bravissima come sempre nella scelta di un profilo tanto importante.
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#6   10 Giugno 2007 - 11:09
 
Ale, grazie e buona domenica anche a te. un bacione

Sabri, anch'io metterei facilmente racine dans la terre de la cote normande! Immagino l'emozione, tua. un bacio

Rino, mi piace che ti piaccia. Ah, quanto ci piace!

Bianca, ho sempre pensato che le donne siano esseri superiori per il modo in cui si pongono nei confronti della vita e dei sentimenti. E mi piace parlarne. Un saluto

Caffy, molte cose ci appartengono di questa grande donna, lo sappiamo. ti bacio
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#7   10 Giugno 2007 - 11:22
 
Io aggiungo, anche, stimolo femminile sul maschile, parafrasando un commento precedente.

Io ho un debole per la scrittura femminile francese. Bel post.

luca
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#8   10 Giugno 2007 - 11:50
 
"Presto fu tardi nella mia vita"
Come ben sai è l'incipit de "L'amante", folgorante nella sua sinteticità ma anticipatore dello svolgimento del romanzo. Come un'overture che accenna il tema sviluppato nel corso della sinfonia. E non a caso, infatti, la scrittura della Duras è soprattutto da ascoltare, o leggere come una partitura musicale, come hai ben scritto.
Un forte abbraccio mia cara e buona domenica
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#9   10 Giugno 2007 - 13:09
 
Ah, le scrittrici francesi: quanto le ho amate per la loro libertà estrema. De Beauvoir, Colette, Françoice Sagan , Duras... Colmare il vuoto dell'esistenza, con lo studio (De Beauvoir), con la golosità del corpo e dei piaceri (Colette), con l'amore (Sagan), con la scrittura (Duras). Ce ne sarebbe da dire e da approfondire. La letteratura femminile è di primaria importanza e va approfondita e metabolizzata. Ma come dice il mio amico e concittadino, lo storico Settimio Biondi, la cultura del femminile può essere fatta anche dagli uomini. Ben curato nei dettagli, nella scelta dei testi e nella recensione critica attenta, scorrevole e calibrato risulta il tuo post, Dalloway. Fai apprezzare, con semplicità ma con profondità, il meglio dell'animo della donna. Un abbraccio, questo tuo post avrà un sicuro successo e resta sempre pronto ad essere compulsato. Chissà quanta fatica t'è costata a sintetizzarlo, perchè cose da dire ce n'erano tante. Un bacio e buona domenica. :--->:-)))
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#10   10 Giugno 2007 - 15:00
 
Venire a trovarti nel tuo blog è sempre illuminante per me: le donne di cui parli hanno sempre un qualcosa in più sia che si tratti di arte, sia che si tratti di scrittura.
Una personalità forte, delle caratteristiche che le rendono particolarmente affascinanti e poi il tuo modo di scrivere di loro: non è mai noioso o saccente...è gradevole, mai pesante!
Della Duras anch'io conosco L'amante, ho letto il libro e visto il film, ma in generale preferisco sempre lo scritto alla trasposizione cinematografica.
Brava, Miss Dalloway, brava... e grazie
Silvia
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#11   10 Giugno 2007 - 15:31
 
Lucaintona, ottima osservazione, grazie

Chiri, la Duras ha influenzato molto la 'mia scrittura', L'amante l'ho letto per ultimo e ce ne sono altri che preferisco, ma mi piace tutto quello che ha scritto, proprio per la bellezza dell'essenzialità, riuscire a dire tutto con così poco è vera arte. un bacio

Ubaldo, ha proprio ragione, ho dovuto fare delle scelte per sintetizzare e molta fatica. un bacio

Silvia, quando ho bisogno di gratificarmi leggo i tuoi commenti, sempre lusinghieri, grazie, un bacione
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#12   10 Giugno 2007 - 15:38
 
Visto che molti conoscono solo L'amante, inserisco un altro breve passo, tratto da "Il Viceconsole"

Come si fa a non ritornare? Bisogna perdersi. Non so. Imparerai. Vorrei che mi indicassero come perdermi. Bisogna non aver riserve mentali, disporsi a non riconoscere più nulla di quello che si conosce, dirigere i propri passi verso il punto più ostile dell'orizzonte, vasta distesa di acquitrini solcata ovunque da mille argini senza che si sappia perché (...) Bisogna imparare che il punto dell'orizzonte che vi sembrerebbe di dover raggiungere non è sicuramente il più ostile, anche se così lo si valuta; il punto più ostile è quello che non si penserebbe mai di giudicare tale.
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#13   10 Giugno 2007 - 16:39
 
Non vedo citato "Una vita spezzata" il libro che più mi piace della Duras (anche se non li ho letti tutti), composto da tre racconti.
Della Duras mi colpisce l'uso forte e senza paure della scrittura in prima persona, delle sue donne che non hanno paura a dire "io" e che mettono a nudo la loro fragilità, la loro rabbia e i loro slanci, i pensieri più reconditi. Da non sottovalutare l'impronta della famiglia, del rapporto a due con l'uomo, con le strutture sociali nelle quali la donna si muove e nella quale, nonostante tutte le parole scritte e all'aria, ancora si tacciono i nostri segreti.
"Com'è curioso tenere un diario: le cose che vi si tacciono sono più importanti di quelle che vi si annotano" M.Duras.

Che poi era la moglie di Jean Paul Sartre, direbbe un maschilista.
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#14   10 Giugno 2007 - 16:59
 
Mrs Molly, ha mangiato pesante al pranzo domenicale? guardi ha confuso la Duras con Simone de Beauvoir, il libro è "una donna spezzata", del quale parlerò in seguito, perché è tra i miei preferiti.
Non mi risulta peraltro che Beauvoir e Sartre si siano sposati.
Pardon mrs molly e un saluto
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#15   10 Giugno 2007 - 17:18
 
Uh che vergogna!
Ben mi sta!
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#16   10 Giugno 2007 - 18:36
 
Buona domenica sera, miss Dalloway.
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#17   10 Giugno 2007 - 20:08
 
Qui si respira aria di cultura, cultura vera intesa ed assimilata, fatta propria. Tornerò senz'altro in questo sito.
Saluti.
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#18   10 Giugno 2007 - 20:56
 
Finalmente riconosco la mia cara, vera Dalloway66: incisiva, profonda, ammirevole!
I tuoi post sono sempre molto interessanti, ma questo tocca il cuore senza bisogno di altre parole intermediarie, anche perché, se ci fossero, aggiungerebbero fitte a ferite.
Maria, un bacione!
A stasera.
Ruberò al tuo blog il tempo di una cena, tanto poi, con le vacanze, so che potrai tuffarti qui quanto vorrai.


Rosalba
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#19   10 Giugno 2007 - 21:27
 
Anch'io sono solita privilegiare i dialoghi, anche se, di certo, non mi posso paragonare a Marguerite Duras. Più che altro posso prenderla come esempio. Post molto interessante, cara.
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#20   11 Giugno 2007 - 07:53
 
ciao dalloway era da un po' che volevo passare di qui. Sì è vero la scrittura sommessa di Duras, quasi un brusio, dice lo smarrimento, il disorientamento, il vagare, la perdita, voluta o meno, di ancoraggi.a presto ciao :)
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#21   11 Giugno 2007 - 09:54
 
Il Viceconsole? Non lo conosco, mi adopero subito.
Conoscevo Hiroshima mon amour e India song
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#22   11 Giugno 2007 - 10:36
 
pensa la coincidenza, ho teminato il viceconsole dieci giorni fa. splendido il ritratto della lebbrosa.
e la sua scrittura rapida e appuntita.
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#23   11 Giugno 2007 - 12:27
 
mrs molly, capita. Io una volta sono rimasta come un salame davanti al bancomat perché non mi ricordavo il pin e credo che mi sia scesa perfino qualche lacrima, perché proprio non lo ricordavo!!

Anne, buona giornata!

Socrate, troppo buono, grazie

Rosalba, con la Duras si va a colpo sicuro!

Luna, sono dialoghi molto diversi, ma qualcosa si può sempre condividere. grazie, un abbraccio

Barbara, sì il magico brusio delle parole della Duras rapisce. Non capisco proprio i detrattori. Grazie ciao

Caffy, li ho quasi tutti, te li presto

Detroit, il viceconsole, bellissimo. Mmmh a me piacciono proprio tutti. un saluto
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#24   11 Giugno 2007 - 18:10
 
Dalloway, con il tuo permesso, vorrei chiedere a Rosalba perchè con questo post "riconosce" finalmente i tuoi meriti. Forse che in precedenza non eri stata altrettanto esemplare? Penso che lei volesse dire che in quest'ultimo post hai raggiunto il massimo, però è lei che deve chiarirlo esplicitamente. In ogni caso vi abbraccio entrambe.
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#25   11 Giugno 2007 - 18:16
 
Uby, poi risponderà lei, ma ti posso anticipare che ha detto così perché non le piace il post sulla sherman. un bacio
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#26   11 Giugno 2007 - 22:04
 
Dalloway , mi piace venire da te perchè filtri il tuo sapere con la passione che provi per certi autori . quando esco sento di avere imparato qualcosa in più , e questo per me non è poco . in tutta franchezza ,per questo ti ringrazio .

ciao , buona serata
Linda
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#27   12 Giugno 2007 - 00:02
 
Caro Uby, scusa se rispondo solo ora al tuo dubbio. Quando nel mio commento precedente mi riferivo alla profondità che mi faceva ritrovare in Dalloway66 la cara Maria, avevo in mente l'affinità che la lega a Marguerite Duras. In particolare, pensavo che entrambe risolvono il dramma dell'esistenza colmandolo con la scrittura e Dalloway, per come l'ho sempre conosciuta io, anni fa come collega e poi come amica, quando scrive trova una soddisfazione e un piacere che altri raggiungono gustando "sapori di albicocche". Mentre leggevo il suo post ho ritrovato la vera Maria che, servendosi della Duras, riesce a comunicare e a rendere in modo incisivo il dramma dell'incomunicabilità e la ricerca, senza posa, del nostro animo di afferrare qualcosa che non resta o che si rivela illusorio rispetto alle premesse.
Ho visto la scelta dei testi, la fatica della sintesi per una resa essenziale e mi sono immedesimata in ciò che lei poteva aver provato mentre sceglieva quei brani.
Non c'era, perciò, da parte mia, nessuna intenzione di misconoscere i suoi meriti nei post precedenti, anche se qualcuno, come quello sulla Sherman, mi è piaciuto meno (e su questo ho avuto con lei una discussione in privato). Semplicemente, so che Maria è una donna che ha molto da offrire, i suoi post non hanno intenti commerciali, quando lei scrive lo fa per soddisfare un'esigenza personale e per scoprire se stessa, è una persona che stimo molto. In questo caso, i complimenti erano rivolti soprattutto alla scelta dell'argomento, fatta per affinità emotiva, oltre che alla sua abilità di scrittura (che ha mostrato anche altrove).


Un bacio a te e a Dalloway66,
Rosalba
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#28   12 Giugno 2007 - 10:30
 
Bene, nonostante le riunioni hai postato uno splendido "post". Anch'io come te adoro le donne nella scrittura e della Duras mi piace soprattutto la pausa comunicativa, quell'attimo di riflessione interiore così denso di significato. La trovo superba in questo! Poi ho un ricordo di me adolescente sull'isola di Wight, persa nei suoi paesini graziosi. Al cinema passavano "L'amante", ero minorenne e non sarei potuta entrare, ma sono riuscita ugualmente. Ero così emozionata che comprai un sacco di caramelle e altre schifezze, poi rimasi senza soldi per riprendere il bus e vagai per le lande della bella isola, finchè qualcuno non ebbe pietà e mi diede un passaggio...tutto questo l'avevo fatto per vedere quel film! Ci ripenso ancora con tenerezza...un abbraccio cara Dalloway.
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#29   12 Giugno 2007 - 11:53
 
Linda-Marlene, riuscire a fare quel che dici è il massimo cui possa aspirare uno che ama scrivere, perciò grazie a te. un bacio (e un bicchiere di quello buono!)

Rosalba, che dire? arrossisco. grazie mille. un bacione

LadyS, la storia è davvero tenera, anch'io ho al mio attivo una serie di avventure legate a film che volevo vedere (e che ho visto) quando apparentemente non era tempo...
un bacio
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#30   12 Giugno 2007 - 15:26
 
Molto buono il ricordo di Duras attraverso scritti e commenti personali.
E' indubbiamente una scrittrice dalla forte personalità e dalla prosa scorrevole.
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#31   13 Giugno 2007 - 07:54
 
Ogni volta che vengo da te è una meravilgiosa scoperta!!
ciauffffffffffffff
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#32   13 Giugno 2007 - 10:35
 
Immagino:) ma sono le menti curiose e ansiose di scoprire a rendere migliore il mondo! Ti lascio un saluto, domani partirò per Roma per lo spettacolo, finalmente! Ti abbraccio, a presto.
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#33   13 Giugno 2007 - 13:15
 
La storia della mia vita non esiste. Proprio non esiste. Non c’è mai un centro, non c’è un percorso, una linea. Ci sono vaste zone dove sembra che ci fosse qualcuno, ma non è vero, non c’era nessuno.»

già....mi pare proprio così.
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#34   14 Giugno 2007 - 01:59
 
Caffeina, per la Duras l'ultima Thule era la scrittura, era quella che colmava il deserto che aveva attorno.
Dalloway, l'ha rappresentato con i passaggi giusti, perchè oltre alla verve, ha messo quel pizzico di pepe giusto. Il coraggio e l'ironia sono sue doti peculiari, altrimenti è tedium vitae e tempus non fugit. E fermare il tempo senza viverlo non si può. Saluti ad entrambe.
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#35   14 Giugno 2007 - 14:59
 
New, la Duras la leggi e quasi non ti rendi conto che stai leggendo, per quanto è scorrevole, te ne accorgi perché ti insinua un dolore, prima leggero, ma che piano piano si allarga, finché non ti prende completamente. un saluto

stazione, grazie

LadyS, so quale parola non si dice, ma quella che ti dico saprai che ha intenti di buon auspicio in tale circostanza, perciò merde!merde!merde!

Caffy, la storia attuale della tua vita, per mia fortuna, esiste eccome! bacio

Ubaldo, per te un doppio ringraziamento, uno per i complimenti e l'altro per il ritrovato Uby, che già mi mancava. un bacione
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#36   14 Giugno 2007 - 17:30
 
anche se allora perplesso, non mi ero perduto, MRS. Dalloway, cara Maria. E a riprova di un'amicizia che non può mai tramontare, una parte dell'ultimo post su Il Gattopardo, romanzo un po' "nostro", l'ho dedicata a te. Un abbraccio e baci,con inalterata amicizia.
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#37   14 Giugno 2007 - 19:13
 
Dalloway , sono venuta a portarti un bicchiere di vino rosso (un gutturnio freddo e leggermente frizz , può andare ?) . aperitivo :-)

cin cin .

Linda
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#38   15 Giugno 2007 - 09:02
 
ciao, volevo invitarti su www.ilrifugiodeimoai.it , una volta effettuata la registrazione (è gratuita!) potrai scrivere articoli, partecipare ai forum e pubblicare foto, ciao!
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#39   15 Giugno 2007 - 10:31
 
solo un bacio
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#40   15 Giugno 2007 - 11:16
 
I Golden Book Hotels, ovvero l’Associazione italiana di alberghi che omaggiano i propri clienti con libri d’autore, diventano da oggi anche “mecenati” di nuovi scrittori, per i quali hanno deciso di sponsorizzare la pubblicazione dei racconti più interessanti, all'interno della nuova collana “Eureka!”, distribuita nel proprio esclusivo circuito di lettura in hotel (www.goldenbookhotels.it).


Senza alcun onere partecipativo, da oggi al 15 dicembre 2007, ogni aspirante scrittore potrà inviare i propri racconti (max 9000 battute) all’account dell’Associazione, per partecipare a una selezione che vedrà la pubblicazione, nel corso del 2008, dei 10 racconti ritenuti migliori dal comitato selezionatore, composto da alcuni membri della stessa Associazione.
Unica limitazione: il tema proposto, che è “l’Hotel”, trattato come argomento o come contenitore logistico di vicende umane... per il resto, ampia libertà di fantasia per tutti!
I racconti selezionati per la pubblicazione, con i loro autori, saranno successivamente presentati anche sul sito web dell’Associazione. Essi verranno tradotti in lingua inglese e proposti, 5 per volta, in lettura alla clientela degli alberghi dell’Associazione, nella nuova collana denominata “Eureka”, nel tradizionale formato (cm 10,5x17) dei libri periodicamente distribuiti nelle strutture del nostro gruppo.
Il nostro Ufficio Stampa farà per tutto l’anno cassa di risonanza dell’iniziativa presso tutti i “media”: inoltre, nel gennaio 2009 è prevista una serata finale di grande rilievo comunicativo presso uno degli alberghi dell’Associazione, con presentazione e premiazione degli autori selezionati.
ULTERIORI PARTICOLARI SUL NOSTRO BLOG.
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#41   15 Giugno 2007 - 12:52
 

anch'io riempio il vuoto scrivendo, ma sto cercando anche di uscire dalla campana di vetro che mi soffocava
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alexandra3

#42   18 Giugno 2007 - 18:05
 
Ciao dalloway....

complimenti per il post sulla stupenda Duras... adoro la sua scrittura, ho amato il suo "L'Amant".. uno dei miei libri preferiti :) Semplicemente unica. Un saluto da naimah.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente naimah

#43   18 Giugno 2007 - 20:14
 
Mio figlio, che a breve affronterà la maturità, porta tra i testi di letteratura francese "Il dolore" della Duras. Gli ho detto di leggere il tuo post, l'ha trovato utile e interessante. Ti ringrazia ed io con lui.
Lory
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#44   19 Giugno 2007 - 22:35
 
Ubaldo, certo mi fa piacere, un abbraccio

Linda, bevuto d'un fiato, grazie

Alex, anche a me la scrittura riempie tantissimi vuoti

Naimah, grazie, un saluto

Lory, ringrazio io voi. un in bocca al lupo!
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#45   20 Giugno 2007 - 17:00
 
Condivido quello che dici della Duras che anche a me è sempre piaciuta molto. E' un bellissimo post, complimenti Giulia
utente anonimo

#46   15 Gennaio 2008 - 12:30
 
LEONE XIII E LA RERUM NOVARUM.

[..] Qualche settimana fa intrapresi l’arduo lavoro di riunire in tre post le immagini dei papi che avevano affollato i secoli XVI, XVII e XVIII. Bene, poco dopo ricevetti una piacevole mail di una lettrice, Dona, che mi segnalava la possibilità [..]
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente babilonia61

#47   27 Gennaio 2008 - 09:22
 
...lei...adorata creatura...è quell'intervallo...quel pugno di piacere doloroso...che lascia senza fiato...solo da ascoltare...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente silenes

#48   27 Gennaio 2008 - 10:57
 
Sile, come sa adularmi lei... nessuno...
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