Il giorno in cui Martina perse tutti i suoi sogni soffiava il vento. Era un vento antico, conosciuto e avvolgente, che profumava di salsedine. Per le strade, mulinelli roteanti mescolavano le foglie con vecchie carte abbandonate, creando strani giochi di prestigio che incantavano lo sguardo dei bambini. Martina aveva sonno. Granelli di sabbia le ferivano gli occhi e la strada solitaria si allungava davanti a lei. Un accavallarsi continuo di ricordi e riflessioni le occupava la mente e quasi il mondo scompariva intorno a sé. Così, all’inizio, non sentì la voce che la chiamava. Continuando a camminare svoltò in una stradina non asfaltata che l’avrebbe condotta a casa. Come un’eco lontana, la voce cominciava a prendere consistenza e ad attraversarla, finché non le arrivò netta, preoccupata, allarmante. Il vento per un attimo si placò, Martina aveva l’impressione di essere in un sogno, la voce le parlava, ma sembrava si esprimesse in una lingua inesistente, incomprensibile. Spaventata pensò di fuggire, di correre via da quella strada a imbuto, opprimente e solitaria. All’improvviso sentì che le gambe non la reggevano più, come se una pesantezza di pietra le gravasse sulla schiena. In un attimo fu a terra.
Dalla sua nuova prospettiva vedeva un pezzo di cielo e un pezzo di suolo, aria e luce, terra e polvere. Uccelli danzavano liberi, disegnando follie con volteggi acrobatici, mentre una fila di formiche si apprestava, diligente, a condurre fino a casa un prezioso rifornimento di cibo. A Martina cominciava a piacere starsene lì, senza più pesi, né pensieri. Il tempo sembrava essersi fermato e lei era tornata bambina, le lunghe trecce dorate, i pantaloni inzaccherati, le magliette troppo grandi. Come per magia si trovò a rivivere un intero giorno della sua infanzia.
Correva felice sulla spiaggia e rideva ebbra di gioventù. Poco distante sua madre e sua sorella prendevano il sole. La spiaggia era semi-deserta. La primavera quasi finita, l’estate dietro l’angolo. Martina aveva arrotolato i pantaloni fin sopra le caviglie e si divertiva a sfidare le onde sulla battigia. Lungo la spiaggia c’erano le rovine di una costruzione, il luogo ideale per nascondersi, per esplorare, per vivere avventure. E così entrò, curiosa e spaventata.
Quel giorno Martina perse il sorriso, trascinato via dalle onde, consumato e disperso nella schiuma.
Esplorare le era sempre piaciuto. Fin da piccola si divertiva a vagare nell’immensa casa dei nonni, alla ricerca di angoli sconosciuti, ad inventare storie, a vivere altre vite. Quella volta non fu lei a decidere.
Il sole rosso del tramonto cominciava a sparire all’orizzonte. Martina esaminava incuriosita uno strano verme peloso che ondulando si dirigeva verso un ciuffo d’erba. Mentre era china e concentrata ad osservare, una mano la distolse. Era una grossa mano di uomo. Prima la tirò su gentilmente, anche l’espressione del viso era gentile e le parole che diceva mostravano preoccupazione per lei e garantivano protezione immediata. Poi la voce mutò in affanno e la mano in artiglio. Martina portò a lungo, sul corpo, i segni di quel feroce abbraccio, che si insinuò, imperituro, tra le pieghe dell’anima e non fu mai più la stessa bambina di qualche ora prima. Non ne parlò mai e nessuno si accorse di niente. Gli adulti, troppo spesso, sono distratti e non sanno più riconoscere i segnali e le richieste di aiuto. I bambini, troppo spesso, rimangono soli a gestire cose che non capiscono e non sempre riescono a risalire dalle profondità in cui gli adulti li scaraventano.
Il vento riprese a soffiare. Martina, ancora distesa, riconobbe la voce dell’uomo. Si alzò di scatto. Ma per la strada non c’era nessuno, la voce abitava solo dentro di lei, ed aveva destato ricordi sopiti da anni.
Quel giorno Martina scoprì com’era prima che perdesse i suoi sogni, quando ancora sorrideva, credendo in una felicità possibile e dovuta, che però non raggiunse mai, rubatale da un passante qualunque, annoiato e insoddisfatto della propria esistenza. Ladro impunito.
Ecco alcune cifre segnalate dall’Unicef dopo uno studio ONU condotto sulla violenza contro i bambini:
- Almeno 53.000 bambini sono stati assassinati nel 2002 in tutto il mondo
- Tra il 20 e il 65% dei bambini in età scolare dichiarano d'esser stati vittime di atti fisici o verbali di bullismo nei 30 giorni precedenti l'intervista
- 150 milioni di bambine e 73 milioni di bambini sotto i 18 anni sono stati sottoposti nel 2002 a rapporti sessuali forzati o ad altre forme di violenza che includono il contatto fisico molesto
- Un numero variante tra 100 e 140 milioni di donne e ragazze hanno subito, su scala mondiale, una qualche forma di mutilazione o taglio dei genitali. Nell'Africa Sub-Sahariana, Egitto e Sudan ogni anno 3 milioni di donne e bambine sono sottoposte alla mutilazione o taglio dei genitali femminili
- Nel 2004,
218 milioni di bambini sono stati coinvolti nel lavoro minorile,

di cui 126 milioni in attività lavorative rischiose . Stime del 2000 indicano che 5,7 milioni di bambini risultavano coinvolti in attività lavorative forzate o imposte loro per l'estinzione di un debito (b
onded labour), 1,8 milioni nel giro della prostituzione e della pornografia, circa 1,2 milioni risultavano vittime del traffico di minori
- Un insieme di studi condotti in 21 paesi (la maggior parte dei quali sviluppati) rileva che una percentuale variante tra il 7 e il 36% delle donne e il 3 e il 29% degli uomini afferma d'esser stata vittima di abusi sessuali durante l'infanzia, e la maggior parte degli studi ha riscontrato che il tasso di abusi tra le bambine è da una volta e mezzo a tre volte superiore a quello dei bambini. La maggior parte degli abusi è avvenuta in ambito familiare.
- I bambini sono abusati sessualmente di solito da qualcuno che conoscono, troppo frequentemente dai genitori o da qualche altro membro appartenente alla ristretta cerchia familiare o degli amici.
- Uno studio multi paese condotto dall'OMS, comprendente tanto paesi sviluppati che in via di sviluppo, indica che tra l'1 e il 21% delle donne ha denunciato di essere stata abusata sessualmente prima del 15° anno di età, nella maggior parte dei casi da membri maschi della famiglia
- Si stima che ogni anno, su scala mondiale, tra i 133 e i 275 milioni di bambini assistano a violenze familiari .
- Almeno 8 milioni di bambini si trovano, su scala mondiale, in istituti d'accoglienza . Relativamente pochi vi si trovano perché privi di genitori, mentre la maggior parte dei bambini sono in istituto perché disabili, a causa della disintegrazione della loro famiglia, di situazioni di violenza domestica e delle loro condizioni sociali ed economiche, povertà inclusa

- I bambini rinchiusi nei
centri di detenzione sono frequentemente
sottoposti a violenze commesse dal personale stesso degli istituti, sia come forma di controllo sia come punizione, spesso per infrazioni minime. In almeno
77 paesi, le
punizioni corporali e altre punizioni violente sono accettate negli istituti penali come misure disciplinari legali
- Lo sfruttamento di minori nella prostituzione, pornografia infantile e attività simili costituisce una violenza. Si stima che 1 milione di bambini entrino ogni anno nel giro di tali settori di sfruttamento
- Per ogni omicidio di minore si contano altre 20-40 vittime di violenze non mortali che richiedono trattamento ospedaliero. Come per gli omicidi, i tassi di violenza non mortale sono più alti tra i maschi che non tra le femmine.
Postato alle 16:42 di mercoledì, 16 maggio 2007 da dalloway66