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ANGELA DAVIS E LE PANTERE NERE

 Angela Davis è stata, insieme a Malcom X ed a Martin Luther King, un’esponente del Movimento Nero Americano. angela davisÈ nata nel 1944 nello stato dell’Alabama, in tempi in cui il razzismo aveva molti seguaci. Nel 1960 studia a Francoforte, allieva di Adorno, mentre tra il 1963 e il 1964 si trasferisce a Parigi, per poi rientrare in America e laurearsi all’università di San Diego. Nel ’68, dopo la laurea, entra a far parte del partito comunista e diventa membro delle Pantere Nere. Angela Davis sarà la terza donna della storia ad essere iscritta nella lista delle dieci persone più ricercate dall’F.B.I. la famosa Most Wanted List.
Nel 1966 nasce a Oakland il Black Panthers Party for self-defence (Partito delle Pantere Nere per l’autodifesa) su iniziativa di Huey P. Newton, Bobby Seale e Richard Aoki. I tre fondatori, stanchi di assistere quotidianamente a una sfilza di soprusi e black panthersdiscriminazioni da parte della polizia bianca contro la gente di colore, cercano nuove forme di protesta. Ma, pur partendo da una base riformistica che seguiva la legalità, il succedersi degli eventi quali le rivolte nel ghetto di Haarlem a New York (1964), di Watts a Los Angeles (1965) e l’assassinio di Malcom X (New York 1965), costrinse il Potere Nero a percorrere un’altra strada. Newton, Seale e Aoki organizzano delle bande armate che hanno il compito di pattugliare le strade del ghetto di Oakland per difendere i neri da eventuali angherie e maltrattamenti gratuiti compiuti dalla polizia. E proprio in questo stava l’innovazione, nella creazione di una sorta di stato alternativo che proponeva leggi e ideali che sostituivano il potere bianco americano. Così Seale, Newton e Aoki elaborarono un decalogo contenente i punti del programma del partito, che aveva come obiettivo appunto l’autonomia degli afroamericani e in più prepararono diversi progetti che favorivano la comunità nera, come il Free breakfast for children,   per nutrire i bambini; un programma sanitario gratuito; le scuole di Liberazione e i corsi di educazione politica per gli adulti.
Presto però giungerà la repressione, nel 1967 il Parlamento della California si riunisce per votare una legge che proibisca ai neri di portare delle armi. Le Pantere reagiscono con un gesto teatrale, ripresi dalla televisione fanno irruzione, armati ovviamente, nella sala delle riunioni leggendo un comunicato in cui accusavano lo Stato di voler impedire ai neri l’autodifesa. Da qui un tripudio di entusiasmo da parte della comunità afroamericana, che però si spegnerà poco dopo, quando Newton, sempre nel 1967, verrà arrestato con l’accusa di aver ucciso un agente di polizia. Nel frattempo si fa sempre più strada, all’interno dell’ala rivoluzionaria del movimento, Eldridge Cleaver il quale si avvarrà di forze nuove che confluiranno nel partito. Ma proprio questo è l’inizio di quella spaccatura interna che porterà alla fine delle Black Panthers.
Mentre nel mondo si respira la contestazione giovanile, in America viene assassinato Martin Luther King. Presto inizia una serie di repressioni che porterà i capi del partito delle Pantere Nere in carcere o in libertà provvisoria. Nel 1970, il sequestro di alcune persone, al fine di chiedere la liberazione di George Jackson, condannato all’ergastolo per avere rubato 70$, finisce male. Durante una sparatoria muoiono quattro persone e tre rimangono gravemente ferite. Angela Davis, che faceva parte del comitato per la liberazione di Jackson, viene accusata di avere fornito le armi utilizzate nel conflitto a fuoco. Per alcune settimane è costretta a nascondersi, durante questo periodo la sua fama cresce sempre più tanto che era frequente trovare scritto sui muri o sulle porte: “Angela, sorella, sei la benvenuta in questa casa”. Ma alla fine viene catturata, imprigionata e condannata a morte, diventando il simbolo della rivolta nera.
La campagna in favore della sua liberazione fu intensa, l’opinione pubblica internazionale intervenne attivamente, dappertutto si potevano vedere cartelli, magliette, clip con su scritto Free Angela Davis, in suo onore John Lennon e Yoko Ono comporranno Angela e i Rolling Stones Sweet Black Angel, Prévert le scriverà una poesia, a Parigi avranno luogo manifestazioni-fiume capitanate da Sartre e Aragon.free angela button
Durante la detenzione in carcere Angela scrive pagine di contestazione che continueranno a darle fama. Dopo 16 mesi viene liberata e scagionata da tutte le accuse, che si erano rivelate una montatura ad opera dell’F.B.I..
La Davis continuerà a lottare per i diritti dei più deboli, per la pace in Vietnam e contro tutte le forme di razzismo e di oppressione. Nel 1980 si presenta alle elezioni supportata dal partito comunista e nel 1981 il suo Women, Race and Class, diventa un classico del femminismo.
Oggi Angela Davis insegna all’Università   della California a Santa Cruz e continua la sua battaglia politica e sociale, in particolare è impegnata nella lotta contro la pena di morte negli Stati Uniti.




Postato alle 16:58 di domenica, 15 aprile 2007 da dalloway66
permalink commenti (23)
Commenti
#1   15 Aprile 2007 - 18:14
 
Il tuo post mi ha riportato alla mente un filmato sulla II guerra mondiale. Era stato girato in una stazione dell'Italia centrale, si vedevano ufficiali americani e tedeschi a pranzo insieme nel ristorante della stazione mentre quelli di colore stavano in un locale a parte!
Lory
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#2   15 Aprile 2007 - 18:35
 
Buon post, sissignora interessante.
Purtroppo ancora oggi, non certo come prima, i negri non hanno tutte le libertà che si meritano, nè la stessa uguaglianza dei cosiddetti bianchi.
Ho viaggiato, anni fa, in un metrò ad Atlanta, da una parte all'altra della città, e, cosa rara, i negri stavano seduti da una parte, i bianchi da un'altra. Ancora hanno una certa memoria storica che non riescono a sconfiggere.

Felicità

Rino, ricordando.
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#3   15 Aprile 2007 - 19:36
 
Lungo commento. Innanzi tutto, sono rimasta spiazzata (io che mi considero una GRANDE esperta di rock) nell'apprendere che i Rolling Stones avevano dedicato a lei quel meraviglioso brano.
Passando alla parte più "seria" del tuo bel post, mi vedo costretta ad ammettere che non sempre è possibile portare avanti istanze libertarie e democratiche in modo pacifico. Sarebbe giusto farlo: ma la storia insegna il contrario. La Rivoluzione Francese fu una delle più grandi barbarie della storia, tuttavia, senza di essa, non ci sarebbe stato l'abbattimento di uno Stato dominato da nobiltà e clero, nè tutto quel processo di rinnovamento in senso libertario che negli anni seguenti coinvolse l'Europa intera.
La Rivoluzione Bolscevica fu un altro episodio sanguinario e ingiusto, ma spazzò via un sistema politico che era addirittura medioevale.
Per tornare al tuo post, hanno ragione i commentatori che mi hanno preceduta: la strada è ancora lunga, specie nel sud degli States.
Nel mio blog, io ho scritto che odio il razzismo. Comunque sia inteso.
Un bacio.
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#4   15 Aprile 2007 - 19:49
 
lessi anni fa "autobiografia di una rivoluzionaria", gran bel libro.

magari si potrebbe cominciare a non chiamare i neri "negri"....
"nero" è un colore, "negro" un dispregiativo.
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#5   15 Aprile 2007 - 19:56
 
Lory, ma che filmato era? mi incuriosisce perché gente di colore a quei tempi in Italia non credo che se ne vedesse molta. e tedeschi e americani a pranzo insieme? attendo trepidante.

Rino, il pregiudizio non conosce epoche, è sempre di grande attualità!

Alessandra, sei anche una grande esperta di rock! ma guarda un po', io sono un'appassionata di rock!
Dici bene comunque, le grandi rivoluzioni servono per cambiare il corso della storia, purtroppo la gente di colore continua ad essere vittima di tanta ignoranza e stupidità (e non solo i neri). L'intolleranza è sempre dietro l'angolo. Condivido il tuo detestare ogni forma di razzismo. Due baci
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#6   15 Aprile 2007 - 20:07
 
Già "Bianca"! Infatti io non uso mai quel termine, mi sembra irrispettoso, anche se non credo che Rino lo abbia utilizzato con intenti malevoli.
L'autobiografia della Davis... fantastica (i bei tempi della beata gioventù). ciao
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#7   15 Aprile 2007 - 20:09
 
Tre baci.
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#8   15 Aprile 2007 - 20:20
 
Non voglio fare pubblicità all'altro mio blog...ma un paio di settimane fa ho postato la top 50 degli album più belli del rock (per me, ovviamente).
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#9   15 Aprile 2007 - 22:32
 
Cara Ale, andrò a verificare eventuali altri elementi in comune!
Ho appena visto Bordertown, mio Dio, povere donne, non in tutte le parti del mondo siamo nel XXI secolo!
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#10   16 Aprile 2007 - 09:40
 
Una delle cose più commoventi che ci abbia donato il Novecento...
Strange fruit, la storia del linciaggio e dell'impiccagione di un uomo di colore.
Billie Holiday - Strange fruit (1939)

Gli alberi del Sud producono uno strano frutto
sangue sulle foglie e sangue sulle radici
corpi neri che ondeggiano nella brezza del Sud
uno strano frutto pende dai pioppi.
Una scena pastorale nel valoroso Sud
gli occhi sporgenti e la bocca storta
profumo di magnolia dolce e fresco
e d'improvviso l'odore della carne che brucia
Qui c'è un frutto che i corvi possono beccare
che la pioggia inzuppa, che il vento sfianca
che il sole marcisce, che l'albero lascia cadere
qui c'è uno strano e amaro raccolto.

http://www.youtube.com/watch?v=h4ZyuULy9zs
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#11   16 Aprile 2007 - 11:35
 
Come sempre interessantissimo post! ti vorrei segnalare un sito, magari lo conosci già, ma lo faccio ugualmente, www.storiadelledonne.it
Magari il senso del tuo post voleva essere un altro, ma parla soprattutto di una grande donna...;)
Bonne journée et bisous
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#12   16 Aprile 2007 - 13:31
 
Io bianco, tu nero! Io uomo, tu donna! Io occidentale, tu orientale! Io civilizzato, tu selvaggio! ...
Gli uomini hanno un "innato" bisogno di sentirsi migliore di qualcun'altro sulla base di una presuntuosa discriminante. E' la storia.
Sempre la storia dice che nessun cambiamento significativo avviene senza moti violenti.
Mi sa che dovremo prepararci al peggio allora!
Un saluto.

P.S. Finalmente le immagini si vedono correttamente, anche se permangono qua e la nel post dei "geroglifici" di sconosciuta provenienza ed oscuro significato.
;-)
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#13   16 Aprile 2007 - 13:59
 
Quando la forza delle idee si sposa con la tenacia e la grinta necessarie a realizzarle
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#14   16 Aprile 2007 - 14:10
 
Undulant, grazie per la dritta, sono andata subito ad ascoltare (e vedere) la fantastica Billie!

Lady, andrò a sbirciare, io possiedo una Storia della donne in una bella edizione cartonata! comunque sono curiosa di visitare il sito. Merci

Rino caro, prima non vedevi le foto semplicemente perché non ne avevo inserite! Nel mio computer i geroglifici di cui parli non si vedono, mi fai preoccupare o sei tu che hai roba vetusta (o le allucinazioni) o sono io l'unica che vede ogni sua creazione come perfetta! Bacio

Chirieleison, sintetica, essenziale, ma efficace. Ciao!
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#15   16 Aprile 2007 - 17:38
 
Cara dalloway66, un post interessante, certamente!
Sia perché è un esempio per tutte le donne, sia perché Angela Davis rappresenta, concretamente, l'opposizione alla "reazione di sostrato" dell'abolizione della schiavitù.
Sicuramente, con la sua ribellione al capitalismo, incarnava un mito da demolire in modo plateale: colpire lei significava colpire tutti i neri.
Inoltre, non vantava i propri diritti senza conoscerli (le stesse Pantere Nere non erano persone sprovvedute!).
La lotta per difendere se stessa, dopo le accuse californiane e la sua incarcerazione, fu per lei anche una lotta per la difesa dei neri incarcerati senza un "giusto" processo.

Credo resti esemplare il suo tentativo d'infondere nel popolo nero il desiderio di organizzarsi e di sentirsi libero proprio quando l'oppressione si fa più forte, nella convinzione che la soggezione sia il primo passo verso la perdita della libertà.

Infine, in un'intervista rilasciata dopo il proprio arresto, alla popolazione di Harlem che poneva la domanda su come lei venisse trattata nel carcere femminile, Angela Davis rispose che le condizioni igieniche dei locali erano molto precarie e che le detenute, perlopiù nere e portoricane, erano penalizzate anche dal punto di vista culturale, perché nella biblioteca del carcere c'erano pochissimi testi riguardanti i neri, e i libri in spagnolo erano estremamente rari. La stessa Davis, in seguito, si operò per far arrivare in carcere alcuni libri.

La sua lotta continua per gli oppressi e per la pace nel Vietnam mi ricorda l'impegno e l'azione di un'altra donna importante, San Suu Kyi, che ha guidato la lotta non violenta dei democratici birmani contro la dittatura militare ed è stata insignita del premio Nobel per la pace nel 1991 (anche lei fu incarcerata, segregata dai contatti con la propria famiglia per circa sei anni e, successivamente liberata, fu dopo breve tempo tenuta agli arresti domiciliari).



P.S.
Povero Rino! Non ha le allucinazioni...
Effettivamente con il browser Mozilla Firefox il tuo post si vede bene (senza i "geroglifici"); con Internet Explorer 6, invece, si vedono alcune parti di codice.
Nel codice della tua pagina ho notato che dove appaiono i "geroglifici" manca il tag di chiusura del paragrafo (forse l'hai cancellato per errore). Non so se la visualizzazione non corretta dipenda solo da ciò. Cmq, a questo proposito, ti scriverò in privato perché mi sono ormai dilungata troppo.


Bacione,
Rosalba
utente anonimo

#16   16 Aprile 2007 - 17:56
 
Ti parlo di un paio di anni fa, il programma era uno di quelli di Rai Educational, andava in onda al mattino presto e riproduceva filmati di guerra girati da cineoperatori dell'esercito americano. I teatri di guerra erano vari, dalla II Guerra Mondiale, alla Corea, al Vietnam. Mi dispiace, ma non riesco a ricordare il titolo del programma, mi sembra di ricordare anche di averlo registrato. Quando ho un po' di tempo darò un'occhiata alle mie cassette e se lo trovo ti faccio sapere.
Ciao
Lory
utente anonimo

#17   16 Aprile 2007 - 19:00
 
Rosa, effettivamente io uso Mozilla e non Internet Explorer, ma non capisco cosa c'entri con i famosi geroglifici, poi seguo le istruzioni, non prendo iniziative, boh!

Lory grazie per le delucidazioni
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#18   16 Aprile 2007 - 19:27
 
Ti ho appena inviato la mail con il codice allegato.
Se non hai fretta, un giorno lo vediamo insieme.

Baci,
Rosalba
utente anonimo

#19   16 Aprile 2007 - 21:34
 
Bellissimo post dalloway, come sono sempre i tuoi, su una figura così ricca ad affascinante come Angela Davis. Letto con grande piacere davvero. Una nota su Yoko Ono, proprio l'altro giorno ho ascoltato il suo ultimo pezzo e ho avuto conferma per l'ennesima volta della forza e della grinta di questo donnino di 74 anni che da la paga a centinaia di ventenni. Grandi figure al femminile.
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#20   17 Aprile 2007 - 16:11
 
Bel post.
Ottimi commenti.
Un bacio di passaggio :)
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#21   17 Aprile 2007 - 22:47
 
#19, quoto tutto l'intervento di sgnapis.
utente anonimo

#22   17 Aprile 2007 - 22:48
 
#il 21 ero io slogghè.

ciao
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MariaStrofa

#23   18 Aprile 2007 - 19:39
 
Quoto Maria Strofa che quota la Sgnapis! grazie
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Categorie: donne e azione commenticommenti (23)

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