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Nell’Alto Medioevo si completa l’evoluzione linguistica che dal latino condurrà alle parlate romanze. La vita intellettuale è gestita dagli ecclesiastici, ma i continui cambiamenti hanno reso quasi incomprensibile, per il popolo, la lingua liturgica. Per questo motivo, in occasione del Concilio di Tours, nell’anno 813, le autorità religiose, coscienti della sempre più diffusa impossibilità, da parte dei fedeli, di seguire la totalità della funzione, decisero di ordinare che i sermoni fossero tradotti in “rusticam Romanam linguam”, cioè nel linguaggio usato dalla gente. Probabilmente per motivi analoghi il volgare venne utilizzato anche nei canti religiosi.
In tale contesto si inserisce la Sequenza (o Cantilena) di Sant’Eulalia, primo documento letterario in volgare francese, risalente all’880 circa. La Cantilena racconta la storia di una ragazzina di tredici anni che, durante le persecuzioni dei cristiani, volute da Diocleziano, rifiutò di rinnegare la propria fede, gesto che la porterà al martirio. Al momento della morte prenderà le sembianze di una colomba bianca e salirà verso il cielo. La sequenza si conclude con quest’immagine, seguita da una preghiera.
L’opera si ritiene sia stata composta in occasione della traslazione delle ossa della santa, nell’878, nel monastero di Hasnon, vicino a Saint-Amand. L’autore potrebbe essere il poeta e musicista Hucbald (c.840).
La sequenza di Sant’Eulalia è un inno religioso, la musica è andata perduta e il testo ci è pervenuto per caso, grazie a Hoffmann von Fallersleben, che l’ha trovato, nel 1837, in un manoscritto della biblioteca di Valenciennes. Fin dalla sua scoperta la sequenza ha suscitato accesi dibattiti, in particolare a proposito del quindicesimo verso il cui senso resta enigmatico.
La denominazione “sequenza” si riferisce alla forma metrica e musicale del testo che riproduce la “sequentia” latina, usata nella funzione religiosa e sviluppatasi in Francia nel IX secolo. Il manoscritto presenta due “sequenze”, una in latino e l’altra in volgare francese piccardo-vallone. Benché entrambe le trascrizioni facciano riferimento alla stessa martire spagnola, tuttavia l’impostazione è ben diversa, puramente retorica quella in latino, d’intenso spessore narrativo quella in volgare. Ancora un segno di cambiamento e di necessità da parte della chiesa di raggiungere il maggior numero possibile di fedeli.
La trascrizione in francese moderno è di L. Petit de Julleville, la traduzione in italiano è tratta da Aurelio Roncaglia, Antologia delle letterature medievali d’oc e d’oïl, Edizioni Accademia,1985
1. Eulalie était une bonne jeune fille ;
2. Son corps était beau, son âme plus belle encore.
3. Les ennemis de Dieu voulurent la vaincre,
4. Et lui faire servir le Diable.
5. [Mais] elle n'écoutait pas les mauvais conseillers
6. [Qui voulaient] qu'elle renie Dieu qui demeure au ciel.
7. Ni pour de l'or, ni pour de l'argent ou des parures,
8. Ni pour des menaces, des caresses ou des prières,
9. Nulle chose ne pouvait forcer (plier)
10. La fille à toujours n'aimer le service de Dieu.
11. Et pour cela, elle fut présentée à Maximien,
12. Qui était en ces jours-là le roi des païens,
13. Il l'exhorte, sans qu'elle y prête attention
14. [à ce] Qu'elle fuie le nom chrétien.
15. Elle en rassemble ses forces.
16. Mieux [valût ?] qu'elle soutînt les tortures,
17. Qu'elle ne perdît sa virginité.
18. Pour cela elle mourrait en grand honneur.
19. Ils la jetèrent dans le feu pour qu'elle y brûle.
20. Elle était sans pêché et pour cela ne brûla pas.
21. À cela, le roi païen ne voulut croire,
22. Avec une épée, il ordonna de lui trancher la tête.
23. La demoiselle ne contredit pas cela,
24. Et accepta de quitter ce monde, si le Christ l'ordonnait.
25. Sous la forme d'une colombe, elle monta au ciel.
26. Tous prions que pour nous [elle ?] daigne prier,
27. Que le Christ nous ait en sa pitié,
28. Après la mort, et qu'à lui il nous laisse venir
29. Par sa clémence.
1. Buona fanciulla fu Eulalia
2. Bello aveva il corpo, più bella l’anima.
3. Vollero vincerla i nemici di Dio,
4. Vollero farla servire al diavolo.
5. Ella non ascolta i cattivi consiglieri,
6. Che rinneghi quel Dio che sta su in cielo,
7. Né per oro, né per argento, né per vesti preziose,
8. Né per minaccia regale, né per preghiera:
9. Nessuna cosa la poté mai piegare,
10. Che la fanciulla sempre non amasse il servizio di Dio.
11. E perciò fu condotta davanti a Massimiano,
12. Che regnava in quei tempi sopra i pagani.
13. Egli la esorta, di che a lei nulla cale,
14. Ch’ella ripudi il nome cristiano.
15. Ella rafforza il suo animo:
16. Piuttosto sopporterebbe le torture,
17. Che perdere la sua verginità.
18. Perciò morì molto onorevolmente.
19. Dentro il fuoco la gettarono, sì che arda tosto:
20. Ella non aveva peccati, per questo non bruciò.
21. A ciò non si volle arrendere il re pagano:
22. Con una spada comandò mozzarle il capo.
23. La donzella a tal cosa non s’oppose:
24. Voleva lasciare il mondo, e ne prega Cristo.
25. In forma di colomba volò al cielo.
26. Preghiamo tutti che per noi si degni intercedere,
27. Che di noi possa avere Cristo misericordia
28. Dopo la morte, e a lui ci lasci venire29. Per sua clemenza.