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MARCELINE DESBORDES-VALMORE (Douai 1786- Paris 1859)

Les femmes, je le vois, ne doivent pas écrire, j’écris pourtant…

Marceline Desbordes-Valmore è stata un’artista importantissima per la letteratura dell’Ottocento, tuttavia ha avuto solo un ruolo secondario in quanto donna.
La sua esistenza fu disseminata di sofferenza e perdite, ma le dolorose esperienze della vita reale ne hanno reso i versi e la prosa ancora più profondi. Dei suoi cinque figli, soltanto uno le sopravvivrà.
Figlia di un pittore di blasoni , caduto in disgrazia a causa della Rivoluzione, rimasta presto orfana, ha conosciuto la miseria e la fame. Diventata attrice e cantante a soli sedici anni, durante uno spettacolo incontra un attore di second’ordine, Prosper Lanchantin detto Valmore, e lo sposa nel 1817 , anche se il vero amore della sua vita fu Henri de Latouche.
Marceline non ha scritto soltanto poesie, ma anche racconti, romanzi e più di tremila lettere, ha ispirato grandi autori come Hugo, Rimbaud, Mallarmé, Verlaine, è stata elogiata da Baudelaire, ha inventato il verso libero, è stata la prima ad utilizzare il verso dispari e ad occuparsi della sonorità delle parole, a fare uso della sinestesia. Paradossalmente proprio il suo essere donna e quindi il fatto di essere presa poco sul serio, le ha permesso di “osare” di più, di sperimentare.
La sua poesia è elegiaca ed epica, ma anche politica, nei suoi testi parla sì dell’amore e del dolore, ma anche dei poveri, degli handicappati, dei prigionieri politici, e anche di spiritualità, in sostanza ci troviamo di fronte ad una libera pensatrice.
Nonostante tutto, purtroppo la strada per la riabilitazione e la conoscenza di un personaggio tanto composito sembra ancora lunga e molti continuano ad ignorarla.
Una delle sue poesie più famose è “Les roses de Saadi”:

 

J'ai voulu ce matin te rapporter des roses ;
Mais j'en avais tant pris dans mes ceintures closes
Que les nœuds trop serrés n'ont pu les contenir.

Les nœuds ont éclaté. Les roses envolées
Dans le vent, à la mer s'en sont toutes allées.
Elles ont suivi l'eau pour ne plus revenir ;

La vague en a paru rouge et comme enflammée.
Ce soir, ma robe encore en est tout embaumée...
Respires-en sur moi l'odorant souvenir.

(poésies inédites, 1860)

Le immagini, i suoni e gli odori si mescolano in perfetta simbiosi e a noi non resta che chiudere gli occhi per mantenere il più a lungo possibile la magia e il profumo che queste parole emanano.

 

Opere dell'autrice :

Racconti :

Album du Jeune Age (1830)
Contes en vers pour les Enfants (1840)
Contes en prose (1840)
Livre des Mères et des Enfants (1840)
Anges de la Famille (1849)
Jeunes Têtes et Jeunes Coeurs (1855)
Contes et Scènes de la Vie de Famille (1865)

Salon de Lady Betty (1836)
Domenica (nouvelle, 1843)
Huit Femmes (1845)

Raccolte di poesie :

Élégies, Marie et Romances (1819)
Poésies (1820)
Les Veillées des Antilles (1821)
Poésies (1822)
Élégies et Poésies nouvelles (1825)
Poésies (1830)
Les Pleurs (1833)
Pauvres Fleurs (1839)
Bouquets et Prières (1843)
Poésies inédites (1860)
Poésies de l'Enfance (1868)
Poésies en Patois (1896)

Romanzi :

Une Raillerie de l'Amour (1833)
L'Atelier d'un Peintre (1833)
Violette (roman, 1839)




Postato alle 11:55 di sabato, 31 marzo 2007 da dalloway66
permalink commenti (16)
Commenti
#1   31 Marzo 2007 - 12:19
 
Non conoscevo Marceline Desbordes-Valmore, anche perchè, a giudicare dai titoli che proponi, non sarà mai stata tradotta in italiano, o no?
E mi spiace che, non conoscendo il francese, non possa neppure gustarmi "la magia e il profumo che emanano" le sue parole da te riportate. Un saluto dalla nuvolosa Palermo.
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#2   31 Marzo 2007 - 13:38
 
Caro Rino, la traduzione approssimativa e senza rispettare le regole è:
Stamattina volevo portarti delle rose
ma ne ho messe così tante nel mio corsetto
che i lacci troppo stretti non hanno potuto trattenerle.

I lacci sono esplosi. Le rose sono volate via
nel vento e sono giunte tutte al mare.
Hanno seguito l'onda per non tornare più;

l'onda è diventata rossa, come in fiamme.
Stasera il mio vestito ne profuma ancora...
Respirane su di me l'odoroso ricordo.

In Italia, a quanto mi risulta, l'unica che si è occupata di Marceline Desbordes-Valmore è Maria Luisa Spaziani. ciao
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#3   31 Marzo 2007 - 15:55
 
Anch'io non so il francese quindi grazie per la traduzione, la poesia è davvero bella perchè non viene tradotta? Ciao Giulia
utente anonimo

#4   31 Marzo 2007 - 17:23
 
una bella scoperta (lo ammetto, mi mancava...) e pure la poesia "merita" (anche se per natura non amo i fiori!).
merci, merci...
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#5   01 Aprile 2007 - 07:01
 
che bella questa poesia, con queste rose che si spargono, debordano, contaminano di profumo ogno cosa e si muovono come un'onda rossa...
Grazie d'avermi aver fatto conoscere questa bellissima donna. Cercherò delle poesie.
Per ora lascio una bella intervista a Maria Luisa Spaziani trovata su italialibri
http://www.italialibri.net/interviste/0310-2.html

Buona domenica
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#6   01 Aprile 2007 - 08:44
 
Grazie per la traduzione. Bellissima. E, del resto, i doni "all'altro" sono solo un modo per esternare il nostro "sentire". L'altrui sensibilità può però carpirne l'essenza anche senza il dono, attraverso il suo solo "profumo", appunto.
Un abbraccio a te ed un saluto a tutti.
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#7   01 Aprile 2007 - 10:17
 
Davvero bella. Non conoscevo l'autrice. Ho sempre pensato che gli odori arrivano più in fretta all'anima di un'immagine visiva e si radicano con più profondità nella memoria. NIKKA
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#8   01 Aprile 2007 - 15:48
 
In lingua originale suona ancora più intensa, sebbene la traduzione sia perfetta. Ma si sa, a volte certe parole sono intraducibili se non con altre parole che non hanno esattamente lo stesso significato.
Io amo la Francia, e mi è piaciuto molto questo post.
Buona domenica sera!
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#9   01 Aprile 2007 - 17:06
 
Giulia, Undulant, Sabrina, Rino, Nikka, Anneheche, mi fa molto piacere poter condividere con voi l'intensità di questa splendida donna e delle sue parole. Grazie
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#10   01 Aprile 2007 - 17:44
 
Non la conoscevo e me ne duole
Il tema della rosa in poesia mi ha fatto venire in mente Emily Dickinson, certamente più famosa di Marceline Desbordes-Valmore.
Fama e bravura purtroppo non sempre vanno a braccetto.
Un grazie alla sensibilità poetica di M.L. Spaziani e a te che mi hai dato questa affascinante opportunità di conoscenza.

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#11   02 Aprile 2007 - 00:09
 
Interessante molto questa segnalazione, Dalloway.
E' bello ricordare autori semisconosciuti - soprattutto autrici, quando hanno avuto un peso e sono state innovative.
Mi colpisce il fatto che sia stata la prima a usare la sinestesia, e che pochi la ricordino per questo.
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#12   02 Aprile 2007 - 10:18
 
Conoscevo la storia di questa autrice, ma non ho mai letto niente di suo...grazie per la segnalazione! La poesia che hai riportato è splendida, ha evocato bellissime e delicate immagini...Buon inizio settimana e un abbraccio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LadySackville

#13   02 Aprile 2007 - 17:29
 
chirieleison, dici bene, anzi i più "grandi" in genere sono proprio quelli che incontrano maggiori difficoltà perché sono anche dei precursori, dei visionari.

Ferrucci sono contenta di avere stimolato molta curiosità ed interesse nei confronti di questa grande poetessa.

Lady SacKville, sì è proprio bella. Ciao e buona settimana.
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#14   04 Aprile 2007 - 00:22
 
A proposito della sinestesia in Marceline Desbordes-Valmore, vorrei ricordare una sua poesia pubblicata nella raccolta postuma del 1860:
La jeune fille et le ramier.


Qui suoni e immagini riescono ad evocare anche i profumi (pur non espressamente citati) della pioggia, gli odori del terreno umido in una giornata che prelude al temporale.
Le voci, prima lievi, e i rumori di un giardino che anticipano la pioggia, il ritmo via via incalzante dell'acqua che scroscia divengono un tutt'uno con il pianto di una ragazza per l'amato che non c'è; un colombaccio che si rifugia, bagnato, all'ombra, quasi fosse un fuorilegge per l'orizzonte che cerca di catturare i suoi occhi, implora, al pari della jeune fille, qualcosa a lui caro.
La Natura diventa parte attiva e insegue gli esseri viventi che cercano di schivarla.
Essa invita all'attesa.
Poi la chiusa, un invito alla vita:
"Il sole senza la pioggia aprirebbe le rose?
Amanti, aspettate, di che vi lagnate?".


La jeune fille et le ramier


Les rumeurs du jardin disent qu'il va pleuvoir;
Tout tressaille, averti de la prochaine ondée:
Et toi qui ne lis plus, sur ton livre accoudée,
Plains-tu l'absent aimé qui ne pourra te voir?


Là-bas, pliant son aile et mouillé sous l'ombrage,
Banni de l'horizon qu'il n'atteint que des yeux,
Appelant sa compagne et regardant les cieux,
Un ramier, comme toi, soupire de l'orage.


Laissez pleuvoir, ô coeurs solitaires et doux!
Sous l'orage qui passe il renaît tant de choses.
Le soleil sans la pluie ouvrirait-il les roses?
Amants, vous attendez, de quoi vous plaignez-vous?


Ho provato a farne una traduzione, ma era piuttosto difficile trasporre i concetti rispettando anche le rime (perciò alla fine vi ho rinunciato), perché cambiare l'ordine di alcuni termini faceva perdere la loro incisività. Spero vi accontentiate.



La giovane donna ed il colombaccio


Le voci del giardino dicono che pioverà;
Tutto trasale, informato della prossima ondata:
E tu che non leggi più, sul tuo libro accovacciata,
Piangi l'amato assente che vederti non potrà?


Laggiù, piegando la sua ala e bagnato sotto l'ombra,
Esiliato dall'orizzonte che non raggiunge altro che occhi,
Chiamando la sua compagna ed osservando i cieli,
Un colombaccio, come te, sospira per la tempesta.


Lasciate piovere, o cuori solitari e morbidi!
Sotto la tempesta che passa rinascono tante cose.
Il sole senza la pioggia aprirebbe le rose?
Amanti, aspettate, di che vi lagnate?


Saluti,
Rosalba
utente anonimo

#15   05 Aprile 2007 - 07:28
 
Grazie Rosa per il prezioso contributo, spero che anche altri lo leggano. ciao
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#16   05 Aprile 2007 - 13:13
 
Ciao a tutti.
Nel libro " I poeti Maledetti" di Paul Verlaine, Marceline Desbordes viene citata tra i 5 poeti maledetti dallo stesso Verlaine, e nella traduzione italiana del libro è presente ovviamente la traduzione di alcune sue poesie, oltre che all'introduzione di Verlaine. Credetemi ne vale davvero la pena leggerlo. se volete posso mandarvi le traduzioni per email. trovete l'indirizzio sul mio sito
www.giorgiovincenti.it
ciao
utente anonimo

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